da “L’Azione Umana” di Ludwig von Mises, 1949, pag. 47-48
La teoria generale della scelta e della preferenza va molto al di là dell’ambito dei problemi economici delimitato da economisti come Cantillon, Hume, Adam Smith e giù fino a John Stuart Mill.
Essa è molto più di una semplice teoria dello sforzo e della lotta dell’uomo per l’acquisizione di beni e il miglioramento del suo benessere materiale.
È la scienza di ogni specie di azione umana.
La scelta determina tutte le decisioni umane.
Scegliendo, l’uomo non sceglie soltanto tra varie cose materiali e servizi.
Tutti i valori umani sono offerti in opzione.
Tutti i fini e tutti i mezzi, le istanze ideali e quelle materiali, il sublime e il meschino, il nobile e l’ignobile vengono ordinati mediante una decisione che sceglie una cosa e scarta le altre.
Nulla di quanto l’uomo desidera ottenere o evitare rimane al di fuori di tale ordine, che dà vita a un’unica scala di gradazione e preferenza.
E così la moderna teoria del valore amplia l’orizzonte scientifico e allarga il campo degli studi economici.
Oltrepassati i confini dell’economia politica della scuola classica, c’è una teoria generale dell’azione umana, la prasseologia, in cui i problemi economici o catallattici sono inglobati in una scienza più generale e non possono più essere estromessi da tale contesto.
Nessuna trattazione appropriata dei problemi economici può evitare di prendere avvio da atti di scelta; l’economia diventa una parte soltanto, sia pure quella sin qui meglio elaborata, di una scienza più estesa, la prasseologia.

Mises disse…

Tratto dal blog “Mises disse – Frammenti di prasseologia”

Dal blog Mises disse che propone citazioni di autori della Scuola Austriaca di Economia, direttamente tratte dai loro testi.

Mises disse...

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