da “L’Azione Umana” di Ludwig von Mises, 1949, pag. 240-241
Ci sono due specie differenti di cooperazione sociale: la cooperazione in forza di contratto e coordinazione e la cooperazione in forza di comando e subordinazione o egemonia.
Dove e nella misura in cui la cooperazione è basata sul contratto, la relazione logica tra gli individui che cooperano è simmetrica.
Sono tutti parte dei contratti di scambio interpersonale.
John sta nella stessa relazione con Tom come Tom con John.
Dove e nella misura in cui la cooperazione è basata sul comando e sulla subordinazione, c’è colui che comanda e colui che obbedisce ai suoi ordini.
La relazione logica tra queste due classi di uomini è asimmetrica.
C’è colui che dirige e c’è gente sotto la sua direzione; scegliere e dirigere spetta solo al capo; gli altri – i diretti – sono semplici pedine delle sue azioni.
La forza che crea e anima il corpo sociale è sempre un potere ideologico; e il fatto che rende un individuo membro di un insieme sociale è sempre la sua azione.
Il che vale anche nel campo del vincolo egemonico.
È vero che di regola la gente nasce all’interno dei vincoli egemonici più importanti, la famiglia e lo Stato; questo è stato pure il caso dei vincoli egemonici del passato, la schiavitù e la servitù, che nell’ambito della civiltà occidentale sono venute meno.
Ma nessuna violenza fisica o costrizione può forzare un uomo contro la sua volontà a rimanere sottoposto a un ordine egemonico.
Ciò che la violenza e la minaccia di violenza producono è lo stato di cose in cui la soggezione è normalmente considerata più desiderabile della ribellione.
Di fronte alla scelta tra conseguenze dell’obbedienza e conseguenze della disobbedienza, il sottoposto preferisce la prima e così si integra nel vincolo egemonico.
Ogni nuovo comando propone questa scelta.
Nel cedere continuamente, il soggetto dà il suo contributo alla conservazione del corpo sociale egemonico.
Persino come sottoposto ad un tale sistema, egli è un essere umano che agisce, un essere cioè che non cede semplicemente agli impulsi ciechi, ma usa la ragione nella scelta delle alternative.
Ciò che differenzia il vincolo egemonico dal vincolo contrattuale è l’ambito in cui le scelte degli individui determinano il corso degli eventi.
Non appena un soggetto decide di assoggettarsi a un sistema egemonico, egli diviene, dentro i confini delle attività del sistema e per il tempo della sua sottomissione, una pedina delle azioni di chi comanda.
Nel corpo sociale egemonico, nella misura in cui dirige la condotta dei suoi subordinati, soltanto il capo agisce.
L’azione dei sottoposti è limitata alla scelta della subordinazione.
Una volta scelta questa, essi non agiscono più per se stessi, sono presi in carico.
Nello schema della società contrattuale, i singoli membri scambiano certe quantità di beni e servizi di una determinata qualità.
Scegliendo la sottomissione a un corpo egemonico, l’uomo non dà e non riceve alcunché che sia definito.
Egli si integra in un sistema in cui deve rendere servizi indeterminati e riceve quel che il capo è disposto ad assegnargli.
È alla mercé di chi comanda.
Soltanto il capo è libero di scegliere.
Che colui che dirige sia un individuo o un gruppo di individui, un direttorio; che sia un tiranno maniaco ed egoista o un despota paternalista benevolo, per la struttura dell’intero sistema non ha alcuna importanza.

Mises disse…

by his own works

Dal blog Mises disse che propone citazioni di autori della Scuola Austriaca di Economia, direttamente tratte dai loro testi.

Mises disse...

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