L’Halloween delle libertà
Ogni anno la festa di Halloween divide il nostro Paese tra “festeggiatori” e “contrari”, e l’anno del virus non ci ha certamente risparmiato questa battaglia ideologica che anzi si è inasprita. Da libertario conservatore non voglio dare un giudizio su cosa gli altri dovrebbero fare la sera del 31 ottobre (personalmente non ho mai fatto nulla) ma sollevare una semplice questione: è possibile che questo paese riesca a dimostrarsi illiberale anche su dei bambini che si travestono in cerca di dolci?
De Luca è stato il primo a sparare contro la festa: il governatore campano non ha nascosto una certa soddisfazione quando ha annunciato che quest’anno i suoi provvedimenti avrebbero impedito questa “americanata”, con un linguaggio che, come vedete, non è molto diverso da chi inveiva contro il complotto “demo-pluto-giudaico-massonico”. Non basta: Mario Giordano ci ha deliziato con uno spettacolo in cui lui stesso urlando come un forsennato distruggeva zucche finte in diretta usando una mazza da baseball tricolore. Secondo il conduttore è uno scandalo che ogni anno per la festa di Halloween vengano spesi 300 milioni di €, ed è su affermazioni come queste che avrei qualcosa da dire.
I 300 milioni di Giordano sono soldi spesi da privati che prima li hanno guadagnati lavorando, quindi non sono sprechi di Stato, ed è legittimo diritto dell’individuo spendere i propri soldi come gli pare senza che il conduttore di turno gli fracassi gli attributi con una mazza da baseball nella presunzione di imporgli una qualche morale. Non esistono tasse per finanziare Halloween, non esistono sovvenzioni ai bambini che cercano dolcetti, per cui, una volta garantita la libertà per il taxpayer di non sovvenzionare l’altrui divertimento, ci si dovrebbe aspettare che venisse garantito anche il diritto di chi la festa la vuole vivere a divertirsi liberamente senza che qualcuno glielo voglia impedire.
Su De Luca, il genio che ha insultato una bambina rea di essere normale e di desiderare di poter mettere il naso fuori casa ogni tanto, c’è poco da dire: importa molto che Halloween sia una americanata nel discorso sul lockdown? È forse una giustificazione? La festa di Halloween è contagiosa perchè è americana mentre San Gennaro è immune perché napoletano doc?
Halloween, tra l’altro, non si può definire proprio un’americanata: al massimo possiamo definirla come una festa pagana e discutere sull’opportunità che un credente la festeggi, ma non possiamo toccare la libertà di un’individuo di festeggiare qualsiasi cosa egli desideri una volta che non arrechi fastidio agli altri.
Samhain, antico nome di Halloween, era una festa celtica legata al culto dei morti presente nella pianura padana: al massimo è una “americanata di ritorno”, poiché tra i popoli celtici della valle del Po questa tradizione era presente ben prima che Colombo scoprisse l’America e gli anglosassoni ne colonizzassero il Nord. Fu Gilberto Oneto, grande libertario e cultore dell’indipendentismo, a riscoprire le radici di queste usanze sfatando il mito di una “tradizione importata” che in realtà era presente tra la nostra gente molti secoli fa lasciando una traccia almeno fino al ‘900 con la tradizione della “lömera”.
Ai fini del nostro discorso, comunque, tutto questo importa relativamente: il nostro conservatorismo è libertario e si basa su concetti molto chiari, ossia sulla nostra adesione a principi “naturali” trasmessi dalla consuetudine e dagli usi liberi dei nostri padri, non certamente su uno Stato che si appropria della morale e decide di imporla in modo assoluto agli altri.
La difesa della libertà passa anche da questo: non permettere che il ducetto di turno ci dica come dobbiamo passare la sera del 31 ottobre, che il moralista di turno ci dica come dobbiamo spendere i nostri soldi. Se un paese riesce a essere illiberale anche su Halloween il declino non è molto lontano.
The Italian Conservative
by Giordano Felici
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Questa rubrica raccoglie articoli di Giordano Felici pubblicati sul suo blog conservatore The Italian Conservative.
