Fare il presidente del consiglio di un governo sostenuto da questo parlamento non è come fare il presidente della BCE. Ma l’uomo vuole diventare presidente della repubblica e gli tocca sporcarsi le mani.

Non farò la critica alla lista dei nuovi dei ministri, voglio solo osservare due cose.

Questo governo, anche fosse composto da cloni di Draghi, non sarebbe ciò che serve agli italiani per voltare pagina, perché è un governo con il mantra del “debito buono”. E il debito buono, specialmente nella situazione attuale, non esiste. Il debito buono in Italia vuol dire più stato, meno libero mercato, meno crescita, meno libertà, meno opportunità per i giovani.

Tuttavia, nel breve un governo di alto profilo avrebbe potuto ottenere due risultati: 1) evitare che il debito del recovery fund diventasse immediatamente pessimo, invece che solo cattivo e 2) avrebbe potuto ripristinare lo stato di diritto e fermare il vilipendio dei diritti costituzionali dei cittadini.

La spartizione politica delle poltrone non fa ben sperare sulla possibilità di ottenere il primo risultato, la conferma dello psicopatico al ministero della salute esclude il secondo.

Quanto alla via per il colle, lottare nel fango potrebbe sporcare più del previsto.

Enemy of the State

by Aurelio Mustacciuoli & friends

Questa rubrica raccoglie voci critiche all’espansione statale e alla progressiva sempre maggiore invadenza nelle nostre vite con conseguente restrizioni dei diritti diritti e delle libertà. La rubrica si ispira alla figura del filosofo Murray Newton Rothbard, the “Enemy of the State” per eccellenza.

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