La nomina di Amy Coney Barrett è più importante delle elezioni presidenziali. Un presidente dura 4 anni, al massimo 8 (nel caso di Trump, se rieletto, solo 4) e un presidente non può cambiare leggi, usi e costumi. Un giudice supremo dura per sempre, finché morte non sopraggiunga e ha un potere che, se abusato, può portare al cambiamento di leggi, anche fondamentali. Basti pensare che l’aborto, negli USA, è stato introdotto non dopo un voto al Congresso e neppure dopo un referendum, ma con una sentenza della Corte Suprema. Diventa di capitale importanza la nomina della conservatrice Coney Barrett in un momento in cui spirano venti rivoluzionari, di chi vuol cambiare il volto all’America per trasformarla in una sorta di nuova Europa socialista e tecnocratica. Dovrà fare da diga, per preservare la Costituzione più bella del mondo (seriamente), evitare che con un tratto di penna si sostituiscano quelle leggi che finora hanno fatto dell’America la terra della libertà.

L’Oggettivista Devoto

by Stefano Magni

Giornalista, saggista. Laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Pavia.

Una volta che si è tolta la verità all’uomo, è pura illusione pretender di renderlo libero. Verità e libertà, infatti o si congiungono insieme o insieme miseramente periscono. (San Giovanni Paolo II)

Stefano Magni

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