Anarchia o dirigismo?

La domanda è mal posta, direbbe Popper e se fosse ancora fra noi, inizierebbe una filippica che potrebbe durare un paio di giorni e ci scriverebbe sopra un tomo di 1200 pagine. Ma qui siamo in un luogo virtuale dove le persone al massimo possono dedicare pochi minuti della loro attenzione, come è logico che sia.

Da individualista quale sono, sono tendenzialmente anarchico e allergico al potere costituito, ma capisco che essendo noi animali sociali, è altresì necessario dotarsi di linee guida affinché non vengano perpetrate ingiustizie.

Fra noi libertari, viene apprezzato il principio di non aggressione, ma come abbiamo potuto constatare in questo anno di emergenza sanitaria, molti fra noi hanno perso la bussola e sono finiti fuori rotta, lasciandosi incantare dal principio di aggressione, giustificato da un presunto bene sociale superiore.

Con la scusa del bene sociale, bene pubblico o comune è facile per uno stato manipolare le masse, ma non credevo fosse possibile arrivare a manipolare coloro i quali fino a ieri si dicevano alternativi al sistema del potere coercitivo.

Com’è stato possibile?

È stato possibile grazie al fatto che gli stati hanno potere pressoché illimitato sui cittadini.

Viviamo un”epoca post rivoluzionaria, dove gli effetti benefici dati dall’allergia agli autoritarismi è ormai praticamente svanita.

Siamo passati da un periodo dove andare in spiaggia in topless era cosa normale ad essere censurati su facebook per la foto di una tetta e a coprire statue rinascimentali, a tutti gli effetti, siamo piombati in un neo-oscurantismo.

Veniamo da Robin Hood, che considerava i tributi un furto a generazioni convinte che le tasse siano una cosa bellissima.

Questo è il problema, la mancata comprensione dei principi fondanti di una società fra *pari*, che non significa comunismo o egualitarismo, come molti erroneamente credono, ma liberalismo.

Il comunismo, così come il nazismo e il fascismo; necessitano di gerarchi o come direbbe Orwell; di maiali, dividendo cosi la società fra schiavi e schiavi che ambiscono a divenire guardie

Il liberalismo necessità che gli individui possano essere messi nelle migliori condizioni possibili di libertà per potersi esprimere al meglio delle loro capacità individuali.

Ma allora come conciliare anarchia con stato, dato che lo stato è dirigista per definizione?

La risposta più semplice sarebbe; no stato.

Ma è una risposta sbagliata perché ad alcuni lo stato piace e un libertario vero, non può imporre ad altri di rinunciare a qualcosa con la forza.

La risposta corretta è:
*si allo stato di diritto negativo e finanziato volontariamente senza possibilità alcuna di coercizione impositiva.*

Liberi di scegliere.

L’obiettivo è arrivare alla costituzione di uno stato molto simile a quello che i padri fondatori USA avevano in mente, ma con l’aggiunta di un emendamento:
*espresso divieto di tassare i cittadini in via coercitiva.*

Le uniche tasse giuste sono tasse su base volontaria, quindi non parleremmo più di tasse ma si donazioni e finanziamenti volontari.

Non è impossibile.

New York fu essenzialmente costruita da privati, persino il basamento stesso della statua della libertà fu costruito grazie e unicamente a donazioni private.

Il Vaticano ad esempio, è uno stato ricchissimo che si basa solo su donazioni private e sulla fiducia. Fatto salvo il principio di volontarietà, che la stessa sia mal o ben riposta, non è rilevante.

Lo stato italiano stesso, per decenni, si è autofinanziato grazie all’emissione di BTC e BTP
Il problema è che se puoi ottenere con la forza tutti i soldi che vuoi, questi evidentemente non basteranno mai e risulterà inevitabile la transizione da uno stato minimo ad uno stato massimo.

Lo vediamo ora persino negli Usa, patria del secondo emendamento, non è bastato armare il popolo per difendersi dalla ingordigia statale, serviva vietare la coercizione contributiva.

Ci arriveremo mai?

Ci arriveremo di certo, il problema è unicamente temporale, servirà ancora tempo, quanto non lo so.

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