Presidente, deve prendere una decisione urgente. Mi rendo conto che così rischia di cambiare le priorità del suo nuovo governo che sembrano essere ecologia e lotta al contante. Ma la situazione lo richiede.
Come avrà avuto modo di vedere è un anno che il paese si trascina in stato di emergenza nel tentativo di debellare il virus.
Al primo lockdown duro, sono seguiti altri provvedimenti restrittivi che non consentono a moltissimi italiani di lavorare per la loro sopravvivenza. I ristori sono la foglia di fico dietro cui si nasconde la realtà che più di metà della popolazione è discriminata rispetto a chi, tra cui lei presidente, non ha alcun disagio economico.
Questa situazione di emergenza sembra non avere fine. Prima la normalità doveva essere ripristinata dal lockdown, poi dai provvedimenti restrittivi delle regioni colorate, poi dai vaccini. Non è bastato, e adesso ci sono le varianti del virus e si chiedono nuovi lockdown.
Comprendo lo zelo del suo predecessore , il governo deve proteggere le vite.
Le chiedo però a nome di tutti gli italiani che soffrono di mettere fine a questa disciminazione di status, di gran lunga più incivile di tutte le altre discriminazioni verso cui, sono certo, il suo governo ha grande sensibilità: la discriminazione economica determinata dalle scelte del governo.
È un provvedimento facile e porterà grande beneficio ai conti dello stato, inoltre le permetterà di rafforzare il prestigio di cui gode in europa dando un esempio forte.
Il provvedimento è questo: per tutta la durata dell’emergenza tale da determinare una qualunque limitazione obbligatoria di movimento ai cittadini, tutti i dipendenti pubblici avranno una riduzione dello stipendio del 70% con un minimo garantito di 600 euro, tutte le pensioni saranno ridotte del 50%, con un minimo garantito di 600 euro, tutte le imprese private potranno abbassare del 70% lo stipendio dei dipendenti, garantendo un minimo di 600 euro.
È giusto proteggere vite, ma i sacrifici li devono fare tutti. Sono inoltre convinto che un tale provvedimento rafforzi il senso di responsabilità dei cittadini che saranno indotti ad adottare provvedimenti responsabili.
  
  
PS. Lo scrivo chiaro per evitare fraintendimenti (che ovviamente ci sono stati).
Il senso di questo post NON è quello di prendersela con gli statali. La proposta è una iperbole per evidenziare che il governo sta DISCRIMINANDO gravemente la popolazione. Non può più farlo, perché non è giusto farlo. Ritenere che il governo abbia il diritto di vietare la libertà di movimento per qualsivoglia motivo, comporta come inevitabile conseguenza il ritenere che il governo abbia anche il diritto di discriminare la popolazione.  Dovrebbe essere evidente l’inaccettabilità di tale assunto, perché è esattamente quello che porta dritto agli olocausti. Se tale assunto non è accettato, ma è accettato il primo, allora il governo DOVREBBE necessariamente penalizzare anche gli statali. Il post non auspica che venga fatto, perché sarebbe ingiusto. Mette in evidenza questa contraddizione. La logica unica conseguenza accettabile è quindi che il governo NON possa limitare la libertà di movimento ai cittadini per alcun motivo. Il problema però è che la gran parte dei cittadini ritiene che il governo debba farlo. Questa convinzione regge fino a quando non si scontra con i propri interessi. Il post quindi vuole scardinare questa convinzione facendo comprendere, ad esempio agli statali, che il divieto al libero movimento non è giusto, a meno di accettare anche il taglio drastico del proprio stipendio. 
Se invece le persone dovessero ritenere che la soluzione sia quella di un governo che limita il movimento ma non discrimina gli individui e quindi sostiene economicamente tutti i colpiti, beh svegliatevi, perché questa è una soluzione impossibile. Lo stato non ha risorse proprie, quello che dà a qualcuno lo deve necessariamente togliere a qualcun altro.

Enemy of the State

by Aurelio Mustacciuoli & friends

Questa rubrica raccoglie voci critiche all’espansione statale e alla progressiva sempre maggiore invadenza nelle nostre vite con conseguente restrizioni dei diritti diritti e delle libertà. La rubrica si ispira alla figura del filosofo Murray Newton Rothbard, the “Enemy of the State” per eccellenza.

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