Caro Presidente, dove sei? Il paese sta per esplodere come una polveriera. Rischi la più grave crisi sociale del dopo guerra. Riscatta la tua ingiustificata latitanza con un atto di dignità e di rispetto per il popolo italiano: usa il tuo potere e la tua influenza per cambiare questo governo di stronzi incompetenti.
Un nuovo governo che dia un segnale a tutti i masaniello e i ducetti a capo delle regioni e dei comuni che non si scherza con la libertà dei cittadini.
Che faccia chiaramente capire ai media di regime, come il Corriere della Morte, che è ora di finirla con il terrorizzare la popolazione.
Risparmiaci l’indegna farsa quotidiana delle dichiarazioni di questi ministri impresentabili e poco dotati intellettualmente che hai nominato tu, a partire da Azzolina e Speranza e poi tutti gli altri.
Un nuovo governo che sostituisca Arcuri con Palù, che azzeri il CTS, che cessi la politica dello stato di polizia. Quello attuale sta distruggendo il nostro paese, l’impresa, l’economia, la pace sociale, la credibilità scientifica; sta creando un conflitto insanabile tra la parte produttiva e quella parassitaria, e sta gestendo questa crisi sanitaria di merda, come peggio non si può, con il record mondiale di morti.

Apri gli occhi, non sono liberali, sono nazicomunisti autoritari, non sono seri, sono pagliacci.
E tu non ci fai proprio una gran figura.

Fai il tuo dovere e difendi la Costituzione stuprata, sei lì solo per questo.
Il tuo prestigio ormai è definitivamente compromesso ma forse puoi evitare di finire sui libri di storia come il Presidente sotto cui è iniziata la guerra civile e forse puoi ancora evitare una nuova piazzale Loreto.
Però non sciogliere le camere, non ci sono ancora forze politiche degne di essere votate dai cittadini. Dai il tempo che si formi, forse, magari, qualcosa di più decente in questa fine legislatura.

Sì lo so, sono un sognatore.

Enemy of the State

by Aurelio Mustacciuoli & friends

Questa rubrica raccoglie voci critiche all’espansione statale e alla progressiva sempre maggiore invadenza nelle nostre vite con conseguente restrizioni dei diritti diritti e delle libertà. La rubrica si ispira alla figura del filosofo Murray Newton Rothbard, the “Enemy of the State” per eccellenza.

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