Trump non è il mio idolo e neanche il presidente del paese dove vivo. Ma l’America è l’ultimo baluardo di libertà e il modo con cui sono state gestite queste elezioni e l’informazione globale mette seriamente in discussione il fatto che lo sia ancora.
Da osservatore esterno vedo i fatti e li riporto (al contrario di altri che li celano), mi faccio una opinione e la esprimo.
Fino a ieri i nostri media dicevano che in america era tutto regolare e hanno dato zero copertura mediatica, i fatti dimostrano che invece qualcosa di grave stava accadendo.
Le obiezioni in congresso agli elettori di Biden sono venute da senatori e parlamentari all’interno di regole costituzionali, non sono state fatte da pericolosi eversori. Ma anche su questo non c’è stata alcuna informazione.
Io non sono quello che ha detto che Biden deve essere messo in prigione perché è un criminale, c’è la giustizia americana per questo. Al contrario, molti italiani si sono fatti impropriamente giudici e hanno già emesso il loro fazioso verdetto, ovvero che Trump è un criminale e dovrebbe essere arrestato. Già da prima dei disordini. Avevano già decretato loro il vincitore senza conoscere la costituzione americana.
Adesso questi stanno urlando come scimmie impazzite al colpo di stato. Ma io non vedo alcun colpo di stato. Vedo Trump che ha detto ai dimostranti di tornare a casa. Il colpo di stato è la presa del potere con la forza delle armi o con l’imbroglio. Non ho visto la presa del potere e neanche le armi. Ho visto invece gente che protestava e che aveva fondati motivi per farlo. Se le cose dovessero cambiare vedremo.
Viceversa il sospetto che il colpo di stato DEM con l’imbroglio ci sia stato, mi rimane. Nessuno lo ha voluto fino ad oggi fugare. E se è accaduto, questo non ha niente a che vedere con la democrazia.

Enemy of the State

by Aurelio Mustacciuoli & friends

Questa rubrica raccoglie voci critiche all’espansione statale e alla progressiva sempre maggiore invadenza nelle nostre vite con conseguente restrizioni dei diritti diritti e delle libertà. La rubrica si ispira alla figura del filosofo Murray Newton Rothbard, the “Enemy of the State” per eccellenza.

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