Quando si parla di dittatura sanitaria non si intende dire che se non metti la mascherina ti manganellano (ribadisco che io con la mascherina peraltro non riesco a respirare), né anche che ti chiudono in casa e non puoi andare a trovare la fidanzata (il che certo peraltro non è poco, cosa che solo il covistupido prono può sottovalutare).
Significa che la sanità si pone al primo posto rispetto a qualsiasi altro “interesse”, per usare il sottile linguaggio contiano, compreso il basilare interesse alla libertà, a goderti quelli che in teoria sono riconosciuti come diritti individuali.
Significa che la “salute” diviene un IMPERATIVO, al quale tutto viene subordinato, il che finisce con il giustificare un’autorità completamente intrusiva, incaricata di vigilare sul fatto se sei in salute, se rispetti la salute tua e degli altri.
E’ un sistema quindi distopico, che, come tutte le dittature, non è reversibile, dato che non esisterà mai un “ritorno a prima”, per questo il Covid è la grande occasione-pretesto per il Grande Reset, ossia per entrare in un mondo completamente diverso dal precedente: dice, ma magari è pure migliore? Ma forse per qualche aspetto sì, ma i suoi sostenitori considerano quello della libertà l’ultimo dei problemi, lo trattano come modesto problema di “privacy”, ma sulla privacy si sorvola quasi sempre, è solo un mediocre “interesse” da ponderare, senza assurgere a vero e proprio diritto di libertà.

Il Negazionista

by Fabio Massimo Nicosia

Avvocato, giurista, scrittore, teorico del diritto e della politica, ha pubblicato diversi volumi e diversi saggi, tanto nel diritto amministrativo, quanto nella filosofia del diritto e della politica.

Fabio Massimo Nicosia

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