Fase uno: la libertà di mercato. Dinanzi alla pandemia in tutto il mondo una grande quantità di risorse intellettuali, spirituali, economiche e imprenditoriali si è orientata a trovare vaccini in grado di fronteggiare il Covid-19. In tempi record si è vista emergere una pluralità di risposte: tutte imperfette (ma ogni farmaco è imperfetto!), eppure nell’insieme formidabili.

Fase due: la pianificazione di Stato. Una volta prodotto, un vaccino deve essere vagliato, comprato, distribuito e alla fine somministrato. Si poteva scegliere di fare arrivare i vaccini in farmacia, permettendo una scelta tra Pfizer e AstraZeneca, tra Sputnik e Moderna, lasciando a infermieri, medici, case di cura, cliniche e ospedali di organizzare la propria offerta di questo servizio. No: lo Stato ha voluto gestire tutto e ora siamo nel caos.

PS. Non tutti gli Stati sono egualmente cialtroni (ci sono insomma varie gradazioni nel fallimento…): questo è vero. Ma come si possa essere statalisti in Italia è qualcosa che pare sfuggire a ogni spiegazione razionale.

Editoriali

by Autori Vari

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