Oggi ho assistito alla morte dell’ennesima impresa dove vivo, un negozio di abbigliamento costretto a chiudere i battenti non per inettitudine professionale o imprenditoriale, ma per la burocrazia statale. Un virus non fa chiudere i negozi, non è così “intelligente”. Un virus è un opportunista e non ha confini, o orari. Ma per la prima volta nella storia pare averli, pare addirittura che solo la burocrazia possa mettervi fine, tanto che virologia, epidemiologia e medicina in generale si siano prostrati davanti l’altare statale. Non solo, ma anche quando esprimono disaccordo, è la burocrazia che prende le decisioni. Essa decide chi vive e chi muore, chi è malato e chi è sano. Nonostante tutte le prove contrarie diffuse per sconfessare le credenze fallaci finora sparse dai media generalisti, la religione della burocrazia è una confessione da cui non si prescinde.

Ora, spero, sia più chiaro il motivo per cui la logica non è più insegnata nelle scuole. La presunta laicità di quest’ultime, tra l’altro, è una confessione essa stessa. L’esercizio ad allenare la propria individualità viene smantellato sin dalla tenera età. Ciò che otteniamo è una società allenata invece ad obbedire. Non è un caso se, ad esempio, i più piccoli adesso sono ancora “autorizzati” ad andare a scuola. Un virus presumibilmente letale non ha preferenze di genere o età, la sottomissione sì: è un processo subdolo che inizia in tenera età ed esplode in quella adulta. Cosa sono altrimenti le museruole infilate sul volto dei bambini in tenerà età se non la prova che i relativi genitori hanno fede nelle autorità? La burocrazia è la nuova religione. Non deve spiegazioni a nessuno, perché i suoi proclami sono legge divina.

Nella società pre-moderna e pre-capitalista coloro che appartenevano alle classi povere erano definiti sin dalla nascita “malati” e quindi impuri. Erano considerati empi e tutti erano invitati a credere che la loro malattia fosse dovuta al peccato. Quindi era corretto escluderli dai luoghi pubblici. Non è stato fino all’inizio del XX secolo che si è compresa la natura scientifica dietro questi sistemi crudeli: la necessità che il sistema immunitario si adatti a nuovi patogeni (ci sono stati e ci saranno sempre nuovi agenti patogeni). La grande svolta dalle antiche strutture politiche ed economiche a quelle più moderne non riguardò solo i diritti di proprietà, le libertà commerciali e la partecipazione maggiore alla vita pubblica, ma anche una sorta di accordo epidemiologico implicito: quando arriva un nuovo patogeno, coloro con un sistema immunitario debole vengono protetti chiedendo al resto della società (i meno vulnerabili) di costruire l’immunità al punto in cui l’agente patogeno diventa endemico. A tutti è così consentito di entrare nella categoria dei protetti. È necessaria intelligenza, compassione e logica per proteggere coloro che ne hanno più bisogno.

Il lockdown ci ha riportato indietro nel tempo da un sistema di uguaglianza, libertà e intelligenza ad un sistema feudale di caste. In primo luogo ha costretto i vecchi e malati a finire in strutture ammassati l’uno sull’altro, provocando la diffusione del patogeno dove era più pericoloso e, in secondo luogo, ha prolungato il periodo di isolamento tra chi doveva costruire l’immunità collettiva ritardandone l’inizio, diffondendo inoltre solitudine e disperazione tra gli anziani. E a causa di questi due fattori di anziani ne sono morti di più che di virus. Il lockdown è la cosa peggiore che si potesse fare dal punto di vista della salute pubblica.

La mancanza di motivazioni valide nell’ultimo teatro Kabuki del governo italiano non è altro che un esercizio di fede. Dogmi, scientismo e fanatismo rappresentano nutrimento per l’apparato statale ed il suo sistema burocratico. Il nemico è finalmente uscito allo scoperto anche agli occhi di chi si ostinava a negarlo.

Cari lettori, è ora di riscoprire la logica. Di guardarsi intorno e accettare di nuovo il mondo in cui viviamo: nessuna burocrazia può fermare la natura, nessun costrutto umano può controllare la natura. Tutte le sciocchezze su cui si è costruito il mito della letalità del virus C sono sempre state destinate a controllare gli individui. Vivete in funzione della vostra vita, non lasciate che siano gli altri ad imporvi i parametri. Accendete i fuochi sopiti della logica, che sia la disobbedienza civile/fiscale ad esplodere oggi 5 novembre.

Accademico della Scuola Austriaca d’economia, blogger, scrittore, studioso di liberalismo. E’ stato varie volte relatore in conferenze e ospite in trasmissioni radiofoniche. Nel 2012 partecipa alla fondazione dell’Associazione Von Mises Italia di cui è responsabile editoriale. Dal 2018 è community manager per il progetto Melis Wallet e nello stesso anno è entrato a far parte del Comitato Scientifico della Bcademy.

Francesco Simoncelli

Coordinatore sezione Economia e Finanza

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