L’eredità culturale, che mi piacerebbe lasciare alle nuove generazioni, sarebbe che vi fosse una reale presa di coscienza universale del pericolo del’attuale filosofia imperante della sinistra globalista, la quale altro non è, che la medesima filosofia che fu all’origine dei fascismi e dei comunismi che appestarono le nostre vite nel secolo scorso.

Comunismo, fascismo e nazismo non sono ideologie filosoficamente contrapposte, ma poggiano le loro convinzioni sui medesimi principi dogmatici socialisti.

Non capirlo, sarebbe come credere che sciiti e sunniti siano figli di teologie dogmatiche differenti e sostenere l’una, piuttosto che l’altra, corrente di pensiero, sia a garanzia di libertà religiosa e individuale.

Le libertà individuali stanno alla sinistra socialista tanto quanto alla destra sociale e non deve più esserci alcun inganno sulla presente equazione.

Per questo, vorrei coniare un neologismo, come lo fu per “nazismo”, figlio della contrazione di nazional-socialismo e “comunismo”, contrazione di comune-socialismo.

Vorrei che questi nuovi attori politici venissero smascherati e chiamati “globzisti”, richiamondoci a ciò che furono il nazismo, ora ritrovato in veste non più nazionale ma globale, e il comunismo ora in veste politicamente corretta e dal linguaggio affettato, ma ancor più criminale e pericoloso.

Il “globzismo” ha unito quanto di peggio si potesse immaginare grazie ad una continua e perseverante azione distopica.

Quello a cui assistiamo oggi è nient’altro che una rappresentazione distopica della realtà dove da una parte hanno messo i buoni fra i cattivi e viceversa.

Lo vediamo in questi giorni negli USA, milioni di repubblicani fra le strade che protestano civilmente e pacificamente e che non hanno rovesciato manco un cestino, chiamati pericolosi estremisti di destra, e dall’altra centinaia di migliaia di “ANTIFA” che sfasciano vetrine e uccidono poliziotti e negozianti che vengono chiamati “manifestanti”.

Lo vediamo con l’emergenza sanitaria coercitiva, dove i dubbiosi vengono chiamati ufficialmente “negazionisti dementi”, mentre gli “allarmisti irresponsabili” sono chiamati persone di buon senso o peggio ancora “scienziati” o “pastori responsabili” che svolgono lo spiacevole compito di governare (regolare) gli individui come “bestie”, fingendo falsa costernazione.

La manipolazione informativa distopica è alla base di tutti i regimi, il dramma a cui stiamo assistendo è dato dalla dimensione del fenomeno a livello transnazionale, un livello mai giunto sin’ora.

Al momento, ci è permesso dissentire, con limitazioni, sui social, ma la china intrapresa, fatta da moderatori e censure, non lascia presagire nulla di buono, ormai i post non allineati, hanno vita breve e non ci è già più concesso dissentire nemmeno sul web, ogni post è a rischio censura e blocco, compreso questo.

The Black Swan

by Alessandro Prignacchi

Imprenditore, appassionato di economia austriaca.

Alessandro Prignacchi

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