Prendo spunto da un post facebook sotto riportato di Luca Maria Blasi (Scegliete: il Comico o il Santo), per ritornare su una riflessione su cui ho già scritto (Forza Guardiana e Teoria dei Giochi), quella di considerare la Teoria dei Giochi per individuare gli esiti sociali del nostro agire. Cambierò gli attori della nostra storia ne il Diavolo e il Santo, sia perché non voglio riferirmi a nessuno in particolare sia per sottolineare la pericolosità sociale del primo sistema di valori. Il Diavolo in sostanza dice: “sarai mantenuto senza fare nulla”. Il Santo: “se non lavorerai non mangerai”.

Il punto di partenza per le nostre cosiderazioni è che gli esseri umani tendono tutti per natura a ottenere il massimo ritorno con il minimo sforzo.

Ecco allora che il Diavolo estremizza un comportamento dannoso che può avvenire solo in un contesto statuale, dove il sistema di incentivi dominante premia chi persegue il massimo risultato esternalizzando disutilità, piuttosto che massimizzando l’utilità del suo lavoro.

Mi spiego, in una ipotetica organizzazione sociale di diritto privato priva di stato, ciascuno per ottenere il massimo risultato dal suo lavoro non potrà che svolgere una attività utile che produca beni o servizi che qualcuno è disposto a comprare volontariamente. E per avere successo dovrà farlo meglio di altri. In questo sistema non è possibile esternalzzare disutilità, ovvero fare pagare i costi di queste disutilità a terzi. Nessuno infatti acquisterà un prodotto che a parità di caratteristiche ha un prezzo più alto (o che a parità di prezzo ha caratteristiche più scadenti) perché il processo produttivo è più inefficiente. L’inefficienza di produzione non può essere scaricata sulla collettività. Il sistema premia chi produce utilità.

In un’organizzazione statuale, invece, la Spesa Pubblica, la cui espansione è promossa da politici in cerca di consenso, consente di esternalizzare sulla collettività produttiva i costi improduttivi dei servizi che vengono prodotti rendendo forzosi alcuni scambi. Questi servizi infatti per loro natura incorporano inefficienze e disutilità. Se lo stato assume forestali in eccesso rispetto al necessario, la loro utilità sarà parziale e l’inutilità, costituita dai costi dei forestali in eccesso, sarà scaricato sulla collettività produttiva. Che risulterà essere sempre più esigua in numero.

Qui il sistema premia non solo chi produce utilità in modo efficiente ma anche chi è capace di esternalizzare disutilità e inefficienze. E la seconda modalità  è più semplice della prima, perché lavorare al massimo dell’efficienza e produrre solo utilità è decisamente più faticoso rispetto a lavorare senza preoccuparsi di quanto sia utile il proprio lavoro.

Perché il Diavolo è pericoloso? Perché premia chi vuole solo esternalizzare disutilità senza alcuna produzione di utilità. E’ il caso di chi percepisce un reddito senza fare nulla.

Questo caso estremo mostra chiaramente il limite del sistema di incentivi oggi dominante: quanto più è consentito esternalizzare disutilità, tanto meno ricchezza verrà prodotta da un numero sempre minore di giocatori. L’equilibrio di Nash che ne consegue individua un esito nefasto: miseria generalizzata. È il sistema socialista, dove il Diavolo regna. In questo caso normalmente si afferma un sistema sociale autoritario dove la totalità delle risorse è gestita da pochi, che sono gli unici che stanno bene.

All’estremo opposto c’è il Santo: qui il sistema di incentivi è diverso, non si esternalizzano costi di attività improduttive, i ricavi percepiti dai giocatori infatti sono i frutti di lavoro utile che viene prodotto in un sistema di puro libero mercato.  Qui la ricchezza non viene ridistribuita ma si crea, perché il lavoro produce utilità a terzi che vengono acquistate volontariamente. E quando si fa uno scambio volontario si crea ricchezza perché guadagnano entrambi gli attori dello scambio.

Il Santo è un modello ideale. Nelle attuali democrazie, tuttavia, il Diavolo è sempre in azione e prevale sul Santo.

Ma c’è un modo per neutralizzare il Diavolo? Non è facile, perché si deve cambiare il sistema di incentivi. Per farlo ci deve essere un motivo molto valido, ad esempio la propria sopravvivenza.

Quando alcuni giocatori, fuori dal settore pubblico, si cominciano a rendere conto che sono le vittime del gioco, ovvero che le disutilità del sistema vengono ribaltate prevalentemente su di loro in misura maggiore a quanto riescono a produrre, ecco che il loro sistema di incentivi cambia per mere ragioni di sopravvivenza.
Ecco che la principale preoccupazione diventa quella di evitare il ribaltamento delle disutilità degli altri giocatori su di loro.

Tradotto in termini politici ciò significa appoggiare governi che taglino la Spesa Pubblica, che tende a produrre lavori inefficienti o inutili che esternalizzano disutilità.

Cercate quindi il Santo (a trovarlo!) e diffidate delle lusinghe del Diavolo.

AAA Cercasi popolazione anche stupidotta, ma che invece di lottare per ottenere quei diritti che il potere ha già deciso di conceder loro – ossia i soldi degli altri – combatta per preservare quei diritti che il potere ha già deciso di sottrargli, ossia i loro danari. (Marco Bassani)

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“SCEGLIETE: IL COMICO O IL SANTO?

“Bisogna cominciare a ragionare su un reddito universale incondizionato. Senza corsi preparatori e senza il ricatto di lavoro” (Beppe Grillo, comico)

“Quando eravamo da voi vi abbiamo sempre imposto questa regola: chi non vuole lavorare, neppure mangi!” (S. Paolo, seconda Lettera ai Tessalonicesi 3,10)”

Editoriali

by Autori Vari

Gli editorialisti di Lib+ sono persone libere e indipendenti che contribuiscono volontariamente con articoli e saggi.

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