Questa settimana l’ho passata un po’ in giro per l’Italia, insegnando, nei corsi Bcademy, le basi della teoria Austriaca e come esse spieghino alla perfezione la nascita di Bitcoin. Questo mi ha permesso di fare la conoscenza di nuovi individui che stanno cercando attivamente una alternativa, un piano B, all’attuale realtà che ci circonda. Ho avuto la possibilità di conoscere persone determinate a studiare e ad approfondire il loro bagaglio d’esperienza riguardo un mondo che si appresta ad aprire orizzonti di sviluppo ancora sconosciuti, ma dal potenziale inimmaginabile. Questo fervore, questo fuoco dentro, mi ha permesso di vedere speranza per questo Paese; almeno per quegli individui che si vogliono proteggere, in modo da creare successivamente le basi di una rinascita.

Perché ricordate che Bitcoin è mezzo di scambio, sì, ma questo è solo il layer 1. Esso è anche una piattaforma su cui piramidare una nuova forma di società, solida e soprattutto dedita all’onestà. Questo è il layer 2 di Bitcoin. Una comunità che utilizza un protocollo costituito da crittografia, autenticazione chiave pubblica/privata e potere computazionale è una comunità volontaria legata insieme da contratti e dalla reputazione. Non richiede alcuna autorità centrale, perché i documenti di cui si avvale per stabilire la reputazione possono essere memorizzati su diversi computer. Questo è il libertarismo ed è esattamente ciò che i libertari hanno sempre sognato. Se si vuole che la gente si abitui all’idea che si può mettere da parte lo stato e che la libertà di associazione e la privacy sono preziose, tutto quello che bisogna fare è far evolvere l’ambiente Bitcoin. Non c’è bisogno di parlare in termini astratti con quelle persone che non vogliono ascoltare. Basta costruire le reti e gli altri ne saranno attratti. Una volta che ci si abituano, saranno loro a richiederle.

La paura dilagante di questi giorni non è altro che un’emozione riflessa, per niente propria degli individui, bensì un’emozione indotta con l’inganno da un’istituzione che è essa stessa sul letto di morte. Ciò che si sta dissolvendo è l’apparato statale, non l’individualismo. Non esiste alcun ignoto dopo la morte dello stato, quindi il terrore di questi giorni passerà e al suo posto avremo un sistema costituito da persone più consapevoli e attente. Alimentate quindi la vostra curiosità, già esiste un modo e un mondo al di fuori dell’attuale incubo.

Accademico della Scuola Austriaca d’economia, blogger, scrittore, studioso di liberalismo. E’ stato varie volte relatore in conferenze e ospite in trasmissioni radiofoniche. Nel 2012 partecipa alla fondazione dell’Associazione Von Mises Italia di cui è responsabile editoriale. Dal 2018 è community manager per il progetto Melis Wallet e nello stesso anno è entrato a far parte del Comitato Scientifico della Bcademy.

Francesco Simoncelli

Coordinatore sezione Economia e Finanza

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