Dopo aver letto l’enciclica Fratelli Tutti, come liberale e cattolico, per la prima volta mi sento esplicitamente escluso dalla Chiesa. Non è un problema sottovalutabile e non credo di essere l’unico ad averlo. L’enciclica è un programma politico, nero su bianco, che prende le distanze dal populismo (leggasi: nazionalismo) e dal liberalismo, per proporre un’agenda mondialista, socialista, ecologista e terzomondista. E chi non aderisce a questo progetto? Non può più dirsi cattolico? La religione per ora è stata superiore alle scelte politiche. In tutte le encicliche sociali precedenti, fino a Benedetto XVI, ci si poteva riconoscere sia il progressista che il conservatore, sia il liberale che il collettivista, perché erano indicazioni morali che prescindevano dai progetti e programmi politici. Questa enciclica è invece la più escludente in assoluto, perché parte da un’analisi anti-capitalista del mondo, che non condivido, per le stesse ragioni per cui non mi sono mai piaciuti i libri di Naomi Klein o Toni Negri. È da questa visione del mondo, più che dalla fede, che si ricava il programma politico di Francesco. Ma a questo punto mi domando se un cattolico debba necessariamente condividere quella visione del mondo e poi quel programma politico.

L’Oggettivista Devoto

by Stefano Magni

La lista

Nella lista dei sottosegretari troviamo democristiani e comunisti, atei e cattolici, atlantisti e...

read more

No war

Visto che il clima politico, sanitario ed economico si sta surriscaldando oltre le soglie di...

read more

Awomen

Il pastore protestante eletto fra i Democratici che dice Awoman oltre che Amen è solo l'ultimo...

read more

Giornalista, saggista. Laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Pavia.

Una volta che si è tolta la verità all’uomo, è pura illusione pretender di renderlo libero. Verità e libertà, infatti o si congiungono insieme o insieme miseramente periscono. (San Giovanni Paolo II)

Stefano Magni

Share This

Share This

Share this post with your friends!