La mia scommessa é stata quella di trovare una proposta politica che fosse totalmente coerente con l’etica libertaria che è alla base del mio pensiero e delle mie azioni.
Credo di esserci riuscito, ma va spiegato bene.
Innanzitutto va detto che non c’è nulla di male a non sposare la traduzione politica anarchica di un’etica libertaria. Anzi lo sbocco politico anarchico della filosofia libertaria – che prevede per capirci la dissoluzione dello stato -, lo considero velleitario e irrealistico.
Si può convintamente essere liberali, credere nel libero mercato, nella proprietà privata, in un ruolo limitato dello stato e sposare valori conservatori da liberali classici e minarchici.
Personalmente mi sento affine a queste persone e, finché vivremo all’interno di un perimetro statuale, dovendo esserci necessariamente un governo, vorrei che fosse un governo guidato da questi valori.
Sui partiti liberali, tuttavia, la mia posizione è duplice:
a) oggi non esiste in Italia alcun partito liberale, e penso che non avrebbe alcun successo il tentativo di portare su posizioni liberali qualunque partito esistente. È fin troppo ovvia la profonda contaminazione socialista e statalista di tutti i partiti e della base elettorale.
Né avrebbe successo la creazione di un nuovo partito “veramente” liberale, costretto a competere con gli altri sullo stesso terreno di gioco.
b) penso inoltre che le persone capaci di esprimere un partito liberale siano francamente molto poche; al di là di un esiguo gruppetto di amici che frequento nei vari gruppi su facebook, molti liberali che si ritengono tali non sono altro che socialisti di destra o di sinistra. Magari moderati nelle intenzioni, ma destinati a scivolare inevitabilmente nel tempo su posizioni socialiste sempre più radicali.
Ecco quindi che pur auspicando partiti liberali al governo, non credo che questa sia la mia strada politica. Semplicemente non mi appassiona e non mi interessa. In questa arena il mio lavoro è culturale, per cercare di creare le basi perché aumentino quei liberali che sposino anche un’etica libertaria che pone come valore assoluto la libertà. Un valore inalienabile, non negoziabile e senza eccezioni. Perché sono solo questi che possono eventualmente esprimere un partito liberale autentico. Questa pandemia è stata una chiara cartina al tornasole per individuare queste persone, sono quelle che più difficilmente hanno accettato la logica del “prima di tutto viene la salute”.
Ma, come dicevo all’inizio, credo anche di avere individuato una strada per un impegno politico personale. Un impegno politico coerenete alla mia etica libertaria, che individua un soggetto politico con un ruolo completamente nuovo. Non di governo, ma di controllo. Non attivo, ma di contenimento. Che non esprima le richieste di maggioranze numeriche, ma i veti di maggioranze concorrenti.
Ciò al fine di evitare che le democrazie slittino inevitabilmente verso democrazie totalitarie, come quella in cui stiamo vivendo.
Questo soggetto è una Forza Guardiana che con l’aiuto di chi ci sta vorrei diventasse una realtà politica già per la prossima tornata elettorale. A breve pubblicherò un video, spiegando bene di cosa si tratta.

Enemy of the State

by Aurelio Mustacciuoli & friends

Questa rubrica raccoglie voci critiche all’espansione statale e alla progressiva sempre maggiore invadenza nelle nostre vite con conseguente restrizioni dei diritti diritti e delle libertà. La rubrica si ispira alla figura del filosofo Murray Newton Rothbard, the “Enemy of the State” per eccellenza.

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