La notizia del giorno 12/02/2021
Ogni giorno una notizia e un commento
La notizia: l’Egitto da la caccia ai membri della comunità LGBT+ sui social network
Di recente il regime egiziano guidato dal presidente autoritario Abdel Fattah al Sisi ha intensificato la repressione e persecuzione nei confronti delle persone LGBT+. In particolare ha iniziato a sfruttare le ricerche attraverso le app di appuntamenti e i social network, grazie a leggi molto vaghe in termini di uso delle telecomunicazioni, e ricorrendo ai tribunali economici, che da qualche anno in Egitto si occupano di reati informatici. Delle nuove politiche del regime egiziano se n’è occupata la versione francese di Slate in un articolo scritto da Afsaneh Rigot, esperta tra le altre cose di dati digitali e comunità LGBT+, e collaboratrice con Article 19 (organizzazione con sede a Londra che si occupa di difesa dei diritti umani) e con il Berkman Klein Center, centro di ricerca dell’università di Harvard. […]
Per criminalizzare le attività online e offline delle persone LGBT+, le autorità egiziane hanno a disposizione diverse leggi. Fino al marzo del 2020 la legge di riferimento era stata quella del 1961 contro la prostituzione, che prevede la condanna di «chiunque si dedichi abitualmente alla depravazione o alla prostituzione» (articolo 9). Poiché la natura abituale degli atti è difficile da dimostrare, i tribunali si erano spesso basati sui dati raccolti online provenienti da app di incontri e chat, con la conseguenza che le accuse rientravano generalmente nel reato di “istigazione alla depravazione”, previsto dall’articolo 14 della stessa legge. Per essere riconosciuta come reato, l’istigazione doveva però essere promossa pubblicamente. […]
In Egitto i tribunali economici furono creati nel 2008 per regolare i contenziosi di natura economica. Nell’agosto del 2019, un decreto conferì a questi tribunali giurisdizione anche per quanto riguarda i casi legati alla lotta alla criminalità informatica. In questo ambito, le formulazioni dei diversi reati sono però molto vaghe, ambigue e aperte a diverse interpretazioni: una fa ad esempio riferimento «all’uso improprio delle telecomunicazioni» e un’altra punisce l’uso della tecnologia che voglia «minare qualsiasi valore o principio familiare della società egiziana». La decisione di impostare i processi contro la comunità LGBT+ partendo dalle norme sui crimini informatici ha quindi permesso al regime di continuare a usare le tecniche precedenti – perlopiù la sorveglianza di app per appuntamenti e social network – riducendo le possibilità di vittoria per gli avvocati difensori.
«Mentre i casi di depravazione sono solitamente puniti con una multa di 300-400 lire egiziane e con reclusioni da tre a sei mesi (…), la nuova legge prevede una multa tra le 50 mila e le 100 mila lire egiziane e pene detentive minime generalmente di due anni», ha spiegato un avvocato a Rigot: «Stessi interrogatori, stesse indagini, ma accuse e multe più alte».
La situazione sta quindi peggiorando
Il commento
In Egitto il governo usa i social e le app di incontri per arrestare gay, lesbiche, trans, queer, per “depravazione”. Una delle frasi più famose di Matt Ridley è “le idee fanno sesso”. Con la quale si intende che incontrandosi si accoppiano e danno vita a qualcosa di nuovo. Ecco cosa succede quando uno Stato autoritario (ma per i miei standard è inutile aggiungere “autoritario” a “Stato”) si accoppia con buone idee imprenditoriali, come i social e le varie app di incontri: nasce qualcosa di mostruoso. È questa la vera depravazione, non certo il fatto di non essere etero, e nemmeno di avere comportamenti libertini. Mi chiedo che senso abbia l’accusa di minare i valori della società egiziana? Sono lo Stato, gli agenti e i tribunali egiziani a minare qualsiasi valore degno di tale nome comportandosi così.
I nostri governi invece, non userebbero mai i social per spiarci, e mandarci la polizia a casa..
..come? Ah. Già lo fanno? Siamo super spiati da ogni sorta di agenzia governativa in ogni modo possibile e immaginabile, sui social, per strada, dovunque, con ogni mezzo, persino intercettazioni ambientali e virus informatici? Ah scusate, non lo sapevo. Ma in ogni caso è diverso. Qui siamo in Occidente. Possiamo dormire sonni tranquilli.
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