Il governatore dello stato della Florida Desantis si è fatto promotore di una legge che porrà un primo limite all’invasione di campo delle big tech nella privacy dei cittadini e al loro potere di influenzare la politica. La legge è supportata da una solida maggioranza sia alla camera che al senato della Florida e procederà spedita verso una veloce approvazione.

E’ un’iniziativa di grande rilevanza perché rimuove gran parte delle tutele alle piattaforme social, attualmente garantite dalla sezione 230 e consente un ritorno alle origini, ovvero quello di piattaforme che consentono la massima espressione del libero pensiero, libere (o quasi) da censure arbitrarie.

Le recenti elezioni americane hanno mostrato la capacità delle società big tech di influenzare i risultati elettorali manipolando l’informazione e costruendo la loro narrazione dominante. Tale enorme potere è diventato un vero e proprio pericolo per la democrazia.

Come ho avuto modo in più occasioni di affermare (si veda il video su “social network e libertà” al seguente link), il modo migliore per risolvere questo problema, senza distruggere uno strumento che può migliorare la qualità della vita dei cittadini, è quello di togliere loro la possibilità arbitraria di censurare contenuti o bannare utenti.

Ed è proprio questo lo spirito della proposta di legge, che in particolare, c’era da aspettarselo, vieta ai social di influenzare il dibattito politico.

Una legge giusta che in questo caso non va letta come eccesso di regolamentazione ma che protegge la privacy dei cittadini, favorisce la libera concorrenza degli editori e limita quell’ambiguo rapporto di do ut des tra big tech e politica che costituisce oggi la più pericolosa forma di capitalismo di relazione.

Un successo dello stato? Beh, in questo caso possiamo dire che la paura (del politico) fa lo stato onesto.

Enemy of the State

by Aurelio Mustacciuoli & friends

Questa rubrica raccoglie voci critiche all’espansione statale e alla progressiva sempre maggiore invadenza nelle nostre vite con conseguente restrizioni dei diritti diritti e delle libertà. La rubrica si ispira alla figura del filosofo Murray Newton Rothbard, the “Enemy of the State” per eccellenza.

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