Un superdirettore generale, sei manager, trecento consulenti, il governo sta approntando la sua banda di predoni per la più grande rapina della storia.

Sì, perché accedere ai miliardi del cosiddeto Recovery Fund non fa altro che aumentare il debito pubblico di un paese che ha il debito pubblico procapite tra i più alti del mondo e un bilancio dello stato strutturalmente squilibrato, ovvero strutturalmente in deficit. Che in pratica significa che il gettito fiscale, frutto di una imposizione fiscale tra le più alte del mondo, non è sufficiente a finanziare la spesa pubblica. Questo in un contesto in cui l’economia pubblica, essendo ormai prevalente, sta schiacciando l’economia privata.
Il risultato è un paese poco competitivo e incapace di crescita economica.

Se poi si aggiunge che il governo ha gestito la crisi pandemica nel modo più ottuso, illiberale e dannoso per l’economia, ecco che questa situazione grave diventerà presto tragica, con centinaia di migliaia, forse milioni, di posti di lavoro persi.

Ciò che un governo onesto dovrebbe fare in questa situazione è ridurre le spese strutturali, lasciare spazio alla più efficiente economia di mercato ed evitare come la peste l’accumulo di ulteriore debito, che significa solo ulteriori tasse differite sul groppone dei nostri figli che non potranno mai ripagare.

Invece si comporta come farebbe un padre di famiglia disonesto indebitato fin sopra la testa. Non potendo più avere credito facile, per uscire dalla crisi dà fuoco al suo negozio per ottenere un finanziamento agevolato.
In questa tragica metafora il governo, dopo aver distrutto l’economia del paese dando la colpa al virus, vuole mettere le mani, facendo ulteriore debito, sul più grande bottino della storia. Il risultatao sarà ulteriore spesa inefficiente inutile e eterodiretta; questa arricchirà solo gli amici, e gli amici degli amici e maschererà per qualche anno il serissimo problema strutturale di un paese sull’orlo del fallimento. 

Eravamo sull’orlo dell’abisso, questo governo ci sta facendo fare un passo avanti. Se non vogliamo fare la fine dei sorci che cadono nel burrone inseguendo il pifferaio, meglio se ci disfiamo del pifferaio. In fretta.

Enemy of the State

by Aurelio Mustacciuoli & friends

Questa rubrica raccoglie voci critiche all’espansione statale e alla progressiva sempre maggiore invadenza nelle nostre vite con conseguente restrizioni dei diritti diritti e delle libertà. La rubrica si ispira alla figura del filosofo Murray Newton Rothbard, the “Enemy of the State” per eccellenza.

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