Una delle più brutte frasi che ho sentito in questi mesi è stata quella del nostro presidente Mattarella quando ha affermato che “l’individualismo è un killer peggiore del virus”.

Viviamo tempi pericolosi in cui l’individuo è sotto attacco ed è opinione comune che possa essere sacrificato per il bene comune.

Il paradosso è che una società etica sembra essere nelle aspirazioni di tutti. Vogliamo un mondo migliore e senza barriere, esaltiamo la solidarietà e il business etico.
Un mondo dove il benessere dei tanti viene prima del benessere dei pochi.

Tuttavia si è completamente travisato il senso della carità cristiana dove il valore dell’altruismo scaturisce dal libero arbitrio degli individui. Sono gli esseri umani che diventano migliori quando volontariamente aspirano al bene aiutando gli altri, anche al punto di un sacrificio personale.

In questo momento storico viviamo invece un capovolgimento di valori. La frase che vede nell’individualismo un killer, autorizza a sacrificare il singolo per il benessere dei molti.
Ma i molti non sono altro che tanti singoli.
Abbiamo così creato un’antietica che autorizza un soggetto che si proclama portatore degli interessi dei molti ad assoggettare e nullificare l’essere umano.

La verità è che non esiste alcuna etica che non parta dall’individuo, che non fondi sul libero arbitrio, che non sia libertaria.
Chi vede nell’individualismo un disvalore è un pericolo per l’umanità.

Enemy of the State

by Aurelio Mustacciuoli & friends

Questa rubrica raccoglie voci critiche all’espansione statale e alla progressiva sempre maggiore invadenza nelle nostre vite con conseguente restrizioni dei diritti diritti e delle libertà. La rubrica si ispira alla figura del filosofo Murray Newton Rothbard, the “Enemy of the State” per eccellenza.

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