Rothschild lo aveva detto: “Datemi il controllo della moneta di una nazione e non mi importerà di chi scrive le sue leggi“.
Aveva capito bene quale è il mestiere più bello del mondo, quello di banchiere centrale.
L’unico che vive in quel mondo fantastico in cui non esiste la scarsità delle risorse e tutti i manager sono dei fenomeni.
Prendi un banchiere centrale dal mondo di fantasilandia e portalo sulla terra, sarà come un albatros caduto.
Per voi, riveduta e corretta.
Spesso, per divertirsi, grigi presidenti
catturano degli albatri, vasti uccelli dei mari,
che seguono, compagni indolenti di viaggio,
il solco della nave sopra gli abissi amari.
Li hanno appena posati sopra i legni dei ponti,
ed ecco quei sovrani dell’azzurro, impacciati,
le bianche e grandi ali ora penosamente
come fossero remi strascinare affannati.
L’alato viaggiatore com’è maldestro e fiacco,
lui prima così bello com’è ridicolo ora!
C’è uno che gli afferra con una pipa il becco,
c’è un altro che mima lo storpio che non vola.
Al principe dei nembi il Banchiere centrale somiglia.
Abita la tempesta e dell’arciere ride,
esule sulla terra, in mezzo a ostili grida,
con l’ali da gigante nel cammino s’impiglia.

Enemy of the State

by Aurelio Mustacciuoli & friends

Questa rubrica raccoglie voci critiche all’espansione statale e alla progressiva sempre maggiore invadenza nelle nostre vite con conseguente restrizioni dei diritti diritti e delle libertà. La rubrica si ispira alla figura del filosofo Murray Newton Rothbard, the “Enemy of the State” per eccellenza.

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