Dovremmo imparare a parlare di Libertà solo con riferimento alle sue conseguenze osservabili e non a sue possibili definizioni che ci sforziamo di elaborare.

Per affermare la supremazia sulle libertà individuali lo Stato agisce sul loro più importante effetto, la produzione di benessere e la sua diffusione al maggior numero di persone, attraverso la guerra pratica e ideologica al libero mercato. Dove le nazioni sono più in alto nella scala delle libertà individuali, il popolo è più ricco.

L’altra conseguenza che lo Stato deve contrastare è l’istinto di molti individui a opporsi a comandi che non hanno fondamento logico. Esempio, l’obbligo totale di mascherine all’aperto o la caccia al runner solitario sulla spiaggia, spettacolo dell’orrore andato in scena nei mesi scorsi.

Per obbedire senza discutere il suddito deve essere convinto di farlo perchè è giusto, o meglio, perchè si convince che i governanti sappiano meglio di lui cos’è giusto che lui faccia e come debba vivere. Il che spiega i motivi delle campagne di terrore che le istituzioni attuano per far leva sulle persone (tante) sprovviste di pensiero critico, che diventeranno suoi aiutanti nell’isolare coloro (assai meno) che hanno capito che si tratta solo di una questione di Stato contro individuo e nient’altro. In altri termini, chi alza il ditino è un “negazionista” e deve essere silenziato.

Quindi guardiamo alle conseguenze della Libertà: benessere diffuso, società armonica e non conflittuale, responsabilità personale, buon umore e gioia di vivere. E ora chiediamoci se la politica e lo Stato che ci governa siano funzionali a queste caratteristiche della vita comune o abbiano invece come obbiettivo la sottomissione dell’individuo.

La stanza del garga

by Mauro Gargaglione

Cambio le mie idee molto spesso, mi succede ogni volta che capisco qualcosa in più (Autore: me)

Mauro Gargaglione

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