Negli ultimi 30 anni le banche centrali non hanno fatto altro che gonfiare i prezzi degli asset finanziari, diventando sempre più sconsiderate. Se smettessero di sostenerli, azioni e obbligazioni collasserebbero immediatamente. Ma far salire i prezzi al consumo è un affare diverso dal far salire i prezzi degli asset. E quello che non abbiamo visto – ancora – è un aumento sostenuto dell’inflazione dei prezzi al consumo. Prezzi delle azioni più alti fanno sentire le persone ricche; prezzi al consumo più alti li fanno sentire poveri.
L’inflazione dei prezzi al consumo di solito è il risultato di stimoli fiscali, spesa pubblica e deficit, supportati dalla stampa di moneta. Ci sono due ingredienti principali nell’inflazione dei prezzi al consumo: la quantità di denaro e il ritmo a cui passa di mano. Durante una recessione, i consumatori guadagnano di meno e spendono di meno, riducendo tale ritmo. I banchieri centrali possono creare denaro ed i prezzi, paradossalmente, possono ancora scendere… almeno per un po’.
Ma più “supporto” forniscono, più soldi devono stampare per mantenere in piedi il sistema. La spesa dei consumatori, il lavoro, i libri paga, tutto finisce per dipendere da questo. E poi, proprio come può essere difficile “stimolare” l’inflazione dei prezzi al consumo, una volta avviata è quasi impossibile fermarla. Ridurre i deficit sarà impossibile: gli elettori, gli addetti ai lavori, gli amici degli amici, tutti saranno alla disperata ricerca di denaro fiat.
E anche se si interrompesse la stampa di denaro, ciò non fermerebbe necessariamente l’aumento dei prezzi. Quando le persone iniziano a perdere la fiducia nel denaro fiat, la principale fonte d’inflazione passa dalla quantità di denaro alla sua velocità. Cioè, tutto il denaro stampato in precedenza, immagazzinato in banche, conti esteri, materassi, risparmi delle famiglie, viene allo scoperto. Le persone vogliono sbarazzarsene il più velocemente possibile.
Dopo che la bolla dot-com è scoppiata nel 2000, i tassi d’interesse bassissimi hanno causato un’altra bolla nel 2007, questa volta nel settore immobiliare. Poi il salvataggio di Wall Street ha distorto ancora di più l’economia con $25.000 miliardi di nuovi debiti tra famiglie, imprese e governo federale. Ma la mossa più sciocca è arrivata solo pochi mesi fa: in preda al panico indotto dal virus C i banchieri centrali hanno iniziato a stampare denaro su una scala mai vista prima. Se abbiamo appreso qualcosa negli ultimi 30 anni è che il sistema monetario fiat è corrotto ed autodistruttivo. Quindi tenetevi stretti oro e Bitcoin, perché ancora non abbiamo visto niente.

Accademico della Scuola Austriaca d’economia, blogger, scrittore, studioso di liberalismo. E’ stato varie volte relatore in conferenze e ospite in trasmissioni radiofoniche. Nel 2012 partecipa alla fondazione dell’Associazione Von Mises Italia di cui è responsabile editoriale. Dal 2018 è community manager per il progetto Melis Wallet e nello stesso anno è entrato a far parte del Comitato Scientifico della Bcademy.

Francesco Simoncelli

Coordinatore sezione Economia e Finanza

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