L’essenza del contendere fra individualisti e socialisti può essere riassunta in una sola parola: omologazione.
Il denominatore comune di tutti i movimenti, che in qualche modo si ispirano al socialismo, sono mossi dalla volontà di appiattire le libere scelte individuali verso dettami che hanno la pretesa di difendere inesistenti interessi universali.
La comunione di intenti, di tutte le ideologie, è la medesima, spersonalizzazione individuale a favore di una identità comune di gruppo.
Nazismo, comunismo, islamismo non riconoscono l’universalità rappresentata dall’individuo, conseguentemente il nemico diviene il benessere individuale dato in contrapposizione con il bene sociale o comune.
Questa equazione ha fornito e fornisce ai regimi sociali, il diritto alla inquisizione.
Accettare che i diritti della collettività siano superiori ai diritti individuali porta al relativismo ideologico, dove nessuno potrà mai più dirsi al sicuro.
Come risultato si avrà che, l’egualitarismo forzato vedrà nei comportamenti individuali non conformi una minaccia.
Stabilire cosa sia non conforme è l’essenza del relativismo.
Pensare con la propria testa, verrà considerato una minaccia e un reato.
Il desiderio di omologazione sociale, sfociato in questi giorni di narrazione pandemica, è la prova del desiderio mai sopito di relegare; “i non conformi”, dietro la lavagna col cappello di asino in testa.
Per poterlo fare, è necessario subentrino determinati presupposti che vedranno nel libero pensatore un nemico del bene sociale che in quanto nemico va: additato ridicolizzato confinato eliminato
I gulag non sono stati un imprevisto o spiacevole effetto collaterale di un regime criminale, ma la logica conseguenza della volontà di omologazione individuale.
Se non vorrete finire sotto regime dittatoriale,
l’universalità dell’individuo
non dovrà essere messa in discussione.
Mai, senza eccezioni!
La responsabilita e la libertà universale è solo individuale, mai sociale.

The Black Swan

by Alessandro Prignacchi

Imprenditore, appassionato di economia austriaca.

Alessandro Prignacchi

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