di Carlo Lottieri

 La proposta avanzata a Nuova Costituente da parte di Forza Guardiana e Aurelio Mustacciuoli merita la massima attenzione.

Nel suo intervento del 19 marzo, in occasione di un dibattito on-line sulla questione delle città-stato, e poi anche in uno scritto pubblicato su “Libplus” Aurelio ha infatti proposto di unire gli sforzi, sulla base di una considerazione tanto semplice quanto solida.

Forza Guardiana è nata con l’obiettivo d’individuare una strategia politica libertaria che, imponendo all’attenzione nazionale le tesi antistataliste, metta un freno all’espansione del potere centrale e conduca a una progressiva contrazione di spesa pubblica e regolazione. Per ottenere questo risultato, secondo Aurelio il primo passo potrebbe essere quello di “unire la forza e gli obiettivi di Nuova Costituente e Forza Guardiana e iniziare a costruire insieme liste civiche per poi creare un partito delle autonomie locali e della limitazione del potere centrale che a livello nazionale, oltre che fare pressione per restituire sovranità ai territori, operi solo come un organismo di controllo per implementare il potere di veto delle maggioranze concorrenti nei confronti delle maggioranze numeriche, affinché quest’ultime non aggrediscano le prime. Perseguendo un unico obiettivo, ridurre la spesa pubblica, ovvero il potere dello stato centrale”.

Credo che, sulla base di questi intenti, la proposta vada presa sul serio.

In effetti, Nuova Costituente si propone di individuare un passaggio istituzionale (quale potrebbe essere una “convenzione” delle varie realtà regionali) che restituisca piena libertà a ogni comunità territoriale, così da permettere – se qualcuno lo vorrà – anche il distacco di questa o quella area dalla Repubblica Italiana. Per tale ragione, Nuova Costituente punta a raccogliere liberali e no, fautori di politiche interventiste e feroci nemici di tutto ciò, etno-nazionalisti e libertari. Il punto di convergenza deve essere la volontà di restituire una piena capacità di autogoverno alle periferie ora sottomesse a Roma.

Soprattutto, Nuova Costituente si propone di essere un punto di raccordo tra tutte quelle forze locali che si battono per realizzare un vero autogoverno. L’idea è che questo coordinamento possa rendere più visibile e politicamente “pesante” quel risveglio dei territori che si spera possa prendere corpo negli anni a venire. La volontà di realizzare liste civiche libertarie e localiste, come Aurelio suggerisce, è quindi pienamente in linea con questo progetto.

Sul piano degli schieramenti ideologici, va chiarito che Forza Guardiana è un progetto libertario e antistatalista, mentre Nuova Costituente no. Ed egualmente un’intesa tra questi soggetti può e deve trovarsi perché quanti in Lombardia o in Sicilia si battono seriamente per l’autogoverno possono essere più o meno favorevoli a welfare e spesa pubblica, ma certamente – anche nell’ipotesi in cui sposino una prospettiva moderata e/o socialdemocratica – sono ovviamente nemici di ogni interventismo dello Stato italiano. In altre parole, per fare un esempio, chi è favorevole all’autogoverno della Sardegna può anche essere in qualche modo socialista a Cagliari e Sassari, ma deve essere libertario a Roma.

La fattibilità di una crescente intesa tra questi due progetti politici, Forza Guardiana e Nuova Costituente, viene da qui. In questo senso, non è cruciale che il manifesto di Nuova Costituente sia stato scritto a quattro mani da due difensori delle tesi libertarie (né che gli autori ritengano che lo svilupparsi di piccoli governi locali rafforzi le libertà dei singoli), ma è invece decisivo il fatto che ogni vero partigiano di logiche localiste (che ami dirsi autonomista, indipendentista, federalista oppure secessionista…) deve avversare l’attuale controllo che il potere romano esercita su tutte le periferie.

C’è però un altro elemento che deve essere ben chiaro: e questo vale sia per ogni possibile cooperazione con realtà libertarie (come nel caso di Forza Guardiana), sia per ogni intesa con altre realtà localiste. Nuova Costituente nasce per individuare strade che rendano possibile l’indipendenza di ogni comunità. L’obiettivo è molto ambizioso, a qualcuno può apparire velleitario e non necessariamente deve essere condiviso in toto. Nuova Costituente vuole però collaborare soltanto con forze che non si oppongano a questa richiesta di una compiuta autodeterminazione e che anzi la ritengano legittima.

Possiamo e dobbiamo essere alleati quindi con realtà che non condividono l’obiettivo della secessione di questo o quel territorio, ma solo se ritengono che esista una piena fondatezza in questa richiesta a governarsi da sé: e questo perché l’obiettivo primo di Nuova Costituente è proprio il superamento di quell’inciso giacobino dell’articolo 5 della carta costituzionale, che vuole la Repubblica “una e indivisibile”.

L’invito rivolto a Nuova Costituente da Forza Guardiana, quindi, conduce ad avere sempre più chiaro che pure chi si dice autonomista (sulla base di un’analisi che ritiene più “realista” su ciò che ora è possibile fare, oppure perché reputa che non esista uno spazio elettorale per forze dichiaratamente indipendentiste) può essere interessante per noi soltanto a condizione che non sia avverso all’indipendentismo: che non neghi la facoltà di ogni comunità di distaccarsi, ad esempio, attraverso un processo di consultazione elettorale.

 

Editoriali

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