Venerdì scorso si è discusso con Carlo Lottieri ed altri amici di autonomia e centralismo nell’ambito del webinar “Città Stato, quattro punti di vista: Trieste, Milano, Venezia e Pantelleria (il video è disponibile sulla pagina Facebook di libplus e oggi lo metterò anche sul sito www.libplus.it).

E’ stato un interessante confronto volto a sottolineare i vantaggi economici e sociali di una sempre maggiore autonomia locale rispetto a un modello centralista, che sottrae progressivamente sovranità ai territori.

In particolare per me è stata una doppia opportunità, da un lato mostrare come il modello di città stato abbia una valenza generale, dall’altro fare una proposta politica concreta a Carlo Lottieri, fondatore del movimento Nuova Costituente.

Per quanto attiene il primo punto ho tenuto a sottolineare che il modello di città stato non soltanto si può applicare a realtà locali che non sono città, ho infatti portato il caso di Pantelleria, ma mantiene la sua validità in aree, quelle del sud italia, dove si ritiene che un vero autonomismo non si possa sviluppare in quanto tradizionalmente abituate a beneficiare di consistenti trasferimenti dalle più ricche regioni del nord.

Va detto, e se ne è discusso nel webinar, che il modello di città stato è un modello ideale, che ha la sua forza nel fatto che determina le condizioni per un maggiore controllo esercitato dai cittadini (deleganti) nei confronti dei loro rappresentanti (delegati) in virtù di una maggiore vicinanza fisica. Questo maggiore controllo consente di limitare il rischi delle derive liberticide delle democrazie che tendono progressivamente a trasformarsi da governi costituzionali a governi assoluti. Rischio evidente negli attuali processi di statalizzazione degli stati moderni che portano ad una espansione abnorme della sfera pubblica parassitaria a danno dell’iniziativa privata con conseguente incapacità di crescita economica, sottrazione di risorse ai cittadini, aumento dei conflitti sociali, iper-regolamentazione  e, alla fine, perdita di libertà civili.

Oggi tuttavia non esistono le condizioni politiche, legislative e sociali perché tale modello di città stato possa effettivamente realizzarsi. Non solo gli stati sono sempre più forti e sottraggono progressivamente sovranità ai territori, ma sono gli stessi cittadini che chiedono sempre più stato nell’illusione che esso possa risolvere i sempre più gravi problemi economici, sociali o anche solo sanitari (come si è visto ad esempio nel caso dell’attuale pandemia). Tale modello pertanto va considerato come un modello ideale, un riferimento per gli sforzi politici più illuminati. Sforzi politici che devono pertanto tendere a massimizzare gli spazi di autonomia locale senza necessariamente cedere a velleitarie pulsioni indipendentiste.

E questo mi porta alla proposta politica a Carlo Lottieri. Come Carlo sa, ho aderito dall’inizio al progetto di Nuova Costituente pur promuovendo parallelamente Forza Guardiana, il movimento che ho creato con l’obiettivo di opporsi all’espansione statale.

Questo perché credo che la ricostruzione del paese debba procedere su due direttrici: aumento degli spazi locali di governo e riduzione degli spazi centrali, con forte limitazione dei poteri statali.

Io penso che la crisi sociale ed economica determinata dalle scelte del governo centrale per combattere questa pandemia imponga di buttare il cuore oltre l’ostacolo e uscire dalla dimensione movimentista, con una strategia politica originale che preveda un nuovo soggetto politico. 

E’ infatti da un lato necessario entrare nella competizione politica nazionale se si vuole affermare con concretezza una strategia delle autonomie locali, ciò al fine di rallentare il continuo esproprio di sovranità locale da parte del potere politico centrale con governanti locali che di fatto sono estensioni del potere centrale.

Dall’altro non è possibile una strategia fusionista con nessun partito attuale, essendo tutti irrimediabilmente statalisti. Tutti desiderosi di mettere le mani sul bottino del recovery fund, tutti impazienti di incrementare il debito pubblico di ulteriori 130 miliardi.

Purtroppo la strada per la ricostruzione di questo paese non passa per un ulteriore aumento del debito pubblico che ha già raggiunto livelli insostenibili. Passa invece per una riduzione della spesa attuata in modo intelligente ma determinato, limitando l’impatto sociale e aprendo reali prospettive di crescita attraverso una progressiva riduzione della tassazione e del debito.

A questa tensione a livello nazionale, esclusivamente rivolta a limitare il potere dello stato, ovvero a ridurre la spesa pubblica che ne è causa ed effetto, si deve accompagnare una strategia politica locale sul territorio attraverso liste civiche che perseguano la massima autonomia.

Questo perché spesso sono gli amministratori locali che spingono per cedere sovranità e vivere di trasferimenti statali perseguendo obiettivi molto più personali che in linea con il volere dei cittadini. Pantelleria offre un esempio emblematico di questa tendenza, attraverso la recente realizzazione di un parco nazionale promosso dall’ex sindaco senza il supporto di un referendum popolare, sindaco che guarda caso è diventato poi presidente del parco.

Ecco quindi la mia proposta politica, unire la forza e gli obiettivi di Nuova Costituente e Forza Guardiana e iniziare a costruire insieme liste civiche per poi creare un partito delle autonomie locali e della limitazione del potere centrale che a livello nazionale, oltre che fare pressione per restituire sovranità ai territori, operi solo come un organismo di controllo per implementare il potere di veto delle maggioranze concorrenti nei confronti delle maggioranze numeriche, affinché quest’ultime non aggrediscano le prime. Perseguendo un unico obiettivo, ridurre la spesa pubblica, ovvero il potere dello stato centrale.

Editoriali

by Autori Vari

Gli editorialisti di Lib+ sono persone libere e indipendenti che contribuiscono volontariamente con articoli e saggi.

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