Viene detta, scritta e ripetuta la sciocchezza che il “neoliberismo” si sarebbe dimostrato totalmente inadeguato a gestire la pandemia, così come del resto la nostra intera società.

Secondo questi sciocchi il neoliberismo è un sistema predatorio che si sarebbe radicato anche dove il 55% della ricchezza prodotta dagli individui passa dallo Stato e il livello complessivo della tassazione sulle imprese sta al 70%. Pensate che scemenza.

Il dramma non è tanto questa idiozia ripetuta a pappagallo, quanto il fatto che a fallire sia stato il liberalismo classico, laico e moderato che ha protetto e difeso il mercato di (sufficientemente) libero scambio, che in due secoli e mezzo ha tirato fuori dalla fame e dalle privazioni quel pezzo di umanità che lo ha più o meno consapevolmente abbracciato.

I teorici di questo sistema, fra le menti più colte e illuminate della storia umana, purtroppo hanno fallito nel tramandare ai posteri il valore delle loro teorie anche quando queste hanno creato un’esplosione di benessere diffuso come quello che abbiamo vissuto e che stiamo ancora vivendo (per quanto ancora?).

Così ora ci troviamo a sperimentare sulla nostra pelle i vaneggiamenti di una classe di socialistelli che ci spiegano che il 70% di tasse (all inclusive) che paga un imprenditore, un negoziante, una barista, un albergatore è ancora troppo poco. Tasse di riffa o di raffa che lo Stato indirizza anche nelle tasche di questi cattivi maestri (giornalisti, intellettuali, professori, etc.)

La stanza del garga

by Mauro Gargaglione

Cambio le mie idee molto spesso, mi succede ogni volta che capisco qualcosa in più (Autore: me)

Mauro Gargaglione

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