Nella notte nella quale la vacche sono tutte nere, ma nere proprio, non può mancare la miseria della filosofia.

Nella scatola dove il gatto non si sa se è morto o se è vivo, se la apriamo, vediamo che qualcosa è morto di certo ed è l’idea di libertà.
Da cosa si deduce? da questo, che a correre dietro a scempiaggini senza senso si dimostra di aver perso la bussola e di non sapere nemmeno dov’è la stella polare. La notte, infatti, è senza stelle e si pestano le bovazze senza rimedio.

Il parto di due eminenti filosofi e un tecnico giurista ha turbato il libertario quantistico, il quale i libri di Cacciari li ha letti e, non dicendo nulla di pratico, li ha perfino apprezzati, senza magari capirli del tutto. Mentre Agamben, il nostro glossatore di Schmitt, eccome se lo ha apprezzato quando scriveva per la pagine del manifesto. Tempi finiti, che adesso si corre dietro ai facili applausi.

Il turbamento deriva però soprattutto dall’entusiastico apprezzamento tributato dal mondo dei liberi.

Ci sono almeno tre elementi che, nella sciatteria generale che caratterizza l’elaborato, rendono questo articolo indegno di considerazione. O, meglio, di ripulsa immediata da parte di ogni amente sincero della libertà.
Comunque da bocciare con un “si ripresenti dopo aver studiato”.

Il primo, cruciale: i tre scolaretti si dilungano nell’elenco dei decreti legge che hanno caratterizzato la gestione dell’epidemia. Trascuriamo i dettagli, irrilevanti.
Quel che lamentano è che non si possono imporre misure restrittive per decreto legge (giusto), In realtà ci sarebbe voluta una legge.

I tre cavalieri della libertà non contestano le misure restrittive. Dicono che queste misure le avrebbe dovute imporre l’assemblea legislativa.
Capite? non avrebbero obiezioni se fosse stata una legge a tenerci tappati in casa per un anno. Le cose vanno fatte nei modi dovuti, certo.

I tre, tra le altre sciocchezze, dimenticano naturalmente che il parlamento è stato, sia pure in ritardo, informato delle misure prese e, nell’ottobre dell’anno scorso, non ha avuto nulla da ridire.
Sarebbe stato inverosimile che una compagnia circense di grillini, sovranelli, borgatari e pescivendoli avesse la capacità di discutere questioni di questo rilievo. Infatti hanno taciuto e ringraziato Conte del lavoro fatto.

La scienza della libertà, non sta da queste parti, credetemi.

I tre non sono scolaretti, sono studiosi di valore e a maggior ragione colpevoli di malintendere i fatti e di propagandare facili parole d’ordine per un popolo di arrabbiati. Tradire la fiducia è un peccato grave, da punire severamente.

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