Il luogo dove muore lo stato di diritto è quello dov’è nato, nella testa delle persone. (Mauro Gargaglione)

Avete visto che è bastato che un po’ di bravi genitori si mobilitassero e riaprono non poche scuole dopo Pasqua?
Il governo non ha altro potere che quello che la vostra acquiescenza gli accorda. ‘Smettete di obbedire e sarete liberi’ diceva un adolescente francese 500 anni fa. (Marco Bassani)

Nonostante la zona rossa i contagi aumentano quindi essa va prolungata ed estesa. La zona rossa è come il comunismo, non funziona perchè è applicato male. (Mauro Gargaglione)

Le donne che vogliono dare il proprio cognome ai figli portano il cognome del padre, non della madre. Quindi in ogni caso si tratta di eredità del patriarcato, passata dal padre o dalla madre. (Marco Bassani)

In tutte le classifiche sull’efficienza di qualunque cosa pubblica l’Italia si piazza, allegramente e nell’indifferenza generale, fra il 150esimo e il 175esimo posto su 220 paesi nel mondo. Eppure gli abitanti delle aree italiche, nella loro stragrande maggioranza e saggezza, vorrebbero affidare ancora di più la gestione della propria intera esistenza prorpio a q u e s t i apparati pubblici, non a una chimerica costellazione hegeliana di pubblici funzionari dotati di eticità in sé e per sé.
L’amore per lo Stato del popolino è molto più cieco di quello dei clericali per la Chiesa, dei comunisti per il socialismo, dei virologi per il lockdown. Lo Stato appare loro come la ragione universale applicata al problema dell’ordine nelle convivenze umane e le burocrazie sono illuminate e per definizione incorruttibili. Se questo cozza con la realtà, vuol dire che non era vero Stato, occorre comunque religiosamente volerne e ottenerne sempre di più. (MARCO BASSANI)

Diceva Wim Wenders negli anni Ottanta che l’immagine capace di racchiudere il nostro tempo era un televisore acceso in una stanza vuota. Del 2020-2021 è certamente un guidatore solo con la mascherina in faccia. (Marco Bassani)

Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, parla di un nuovo lockdown generalizzato in Italia: “Urgente cambiare subito la strategia di contrasto al virus SarsCov2: è necessario un lockdown totale in tutta Italia immediato, che preveda anche la chiusura delle scuole facendo salve le attività essenziali, ma di durata limitata. Oltre a ciò, va potenziato il tracciamento e rafforzata la campagna vaccinale”, ha detto all’ANSA. E ancora: “È evidente che la strategia di convivenza col virus, adottata finora, è inefficace e ci condanna alla instabilità, con un numero pesante di morti ogni giorno …
Non ne usciremo mai se diamo retta a questi matti! (Marco Bassani)

Il parlamentarismo integrale della Costituzione repubblicana ha una sua logica, tutta fondata sui partiti, sulle loro segreterie e sull’assemblea. Dalla morte di De Gasperi al 1983 il sistema si reggeva su accordi fra DC-PSI-PC. Poi venne Becchino Craxi e iniziò il sogno dell’uomo della Provvidenza. Ciampi, Berlusconi, Prodi, Dini, Monti, Renzi, e ora Draghi. Popoli sappiate che l’attesa del salvatore che racchiude una sintesi politica e un’era può essere compatibile forse con un sistema presidenziale puro, ma non con il vostro parlamentarismo integrale.
(Marco Bassani)

Ieri, Draghi ha lanciato il suo secondo “Whatever it takes” per salvare l’Italia. Ha preso atto della non esistenza di una classe politica capace ed ha capito che l’unica soluzione è accelerare sull’Unione Fiscale Europea. Il recovery plan non sarà un atto unico ma l’inizio per un Unione in cui tutto, anche la gestione della spesa, sarà centralizzato. Siamo un paese pieno di debiti e con un consiglio di amministrazione pieno di incapaci.L’unica soluzione è portare i libri alla banca (EU) che si occuperà di gestire e risanare azienda e debito. Sarebbe impensabile sia un default che una cancellazione del debito Pubblico per cui l’unica soluzione è di passare la mano a un risanatore di azienda. La Germania dal 2008 al 2019 ha portato il suo debito/PIl da 100 a 60%. I nostri politici da nani e ballerine passeranno a essere giullari di corte.
(Giuseppe Distefano)

La sinistra in Italia non si è liberata del comunismo. La prova? Leggere, ieri, i commenti sulla Giorno del Ricordo. Se ci fosse stata unanimità, almeno ieri, mi sarei messo l’animo in pace e avrei detto “ok, il comunismo è davvero passato”. Ma così non è. Fra i ma, i se, gli “e allora i fascisti in Jugoslavia?”, i “contestualizziamo” e i “Basovizza non è tecnicamente una foiba”, direi che abbiamo visto una bella collezione di negazionisti di sinistra. Contrariamente ai negazionisti di destra, loro sono legali, quindi possono scrivere e noi li possiamo leggere liberamente. E non è un bello spettacolo.
(Stefano Magni)

Pietro Agriesti

Coordinatore sezione Attualità

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