La notte è nera e le vacche sono nerissime. Niente di più facile, quindi, che non vedere pestare una nera boazza. Rimangono però le stelle a orientarci, a distinguere l’est dall’ovest, l’oriente dall’occidente.

Trentun anni fa, circa di questi giorni, cadeva il muro di Berlino e finiva il secolo breve, la storia si faceva sottile e svaniva sotto i colpi del piccone del vincitore.
Trentun anni dopo, ancora non ci siamo ripresi. 

Non è vero, come si usa dire, che, caduto il muro, il socialismo è dilagato fuori, come se avessimo aperto una gabbia e  gli zibellini fossero scappati da tutte le parti.
E’ quasi vero il contrario: che il muro, cadendo, ha messo a nudo società arretrate, ancora acerbe, non ancora pienamente condizionatie con l’effetto che ci paiono oggi più libere di quanto non appaiono le nostre dell’Europa occidentale e dell’America. 

Nella notte nera le vacche non servono e sono le stelle a orientarci. Oriente e occidente.
Karl Marx predica a Londra, il comunismo nasce in occidente, è un prodotto pienamente occidentale, pensato per la Germania del Kaiser. La Russia, orientale, sempre affascinata e nello stesso tempo impaurita dall’Europa, pensa bene di importare tra i modelli occidentali quello che pareva il migliore, l’uguaglianza e la fine dello sfruttamento tra gli uomini. Quel che di più nobile e moderno offriva l’epoca.
Ma il virus, iniettato in una società feudale e autocratica, produce un mostro. E cos’altro poteva produrre se non il brutale totalitarismo sovietico?

Fino agli anni ’70 era ancora possibile vedere una guerra spirituale tra due concezioni diverse del mondo. Il regime di matrice orientale d’oltrecortina permetteva di pensarsi ancora come l’occidente delle libertà in lotta contro il male del bolscevismo.
Con l’89 ogni punto di riferimento è cambiato. Una volta dissolta l’URSS il socialismo liberale si era nel frattempo affermato in occidente tramite una profonda modificazione del linguaggio e quindi della struttura del pensiero di ogni singolo essere umano del pianeta occidentale. 

Non è dilagato nulla. Niente cocci. Anzi. Qui invece di Stalin abbiamo  avuto Tony Blair. Blair non è stato più innocuo di Stalin, è semplicemente uno che ha vinto e non ha avuto  bisogno di strafare. 
In occidente non c’è bisogno del gulag o del chip sottopelle per imporre il socialismo liberale.

La stazione di Sassnitz, nell’isola di Rügen, dove Lenin s’imbarcò tornando in Russia sul vagone piombato messo a disposizione dal Kaiser per dirigere il contagio in oriente. Foto scattata nei giorni del golpe contro Gorbaciov.

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