A proposito dei termini corretti da usare in politica. Ve lo spiego con una metafora.
Un uomo va al bancone del supermercato dove si vendono salumi e carne e chiede: “Vorrei un etto di prosciutto crudo”. E il salumiere, senza fare una piega, gli dà un etto di trippa. “Veramente io ho chiesto un etto di prosciutto crudo” “Sì, signore, questo è prosciutto crudo”. “Veramente questo non è nemmeno prosciutto, è trippa”. “Eh adesso, arriva lui a distribuire patenti di prosciuttaggine”. “Con tutto il rispetto per la trippa, ma io adesso le ho chiesto prosciutto”. “Allora non ha capito: qui siamo in Italia e questa si chiama prosciutto. Se vuole fare l’americano, vada in America a comprarsi il prosciutto crudo come dice lei”.
Ovviamente ti accorgi subito se ti vendono la trippa al posto del prosciutto e puoi protestare. Ma se ti spacciano il socialismo per liberalismo, se ne accorgono in pochi e anche quei pochi lo possono constatare dopo che ha prodotto i primi effetti evidenti, magari dopo anni. O mai. Quindi sì, le parole sono importanti, usare parole sbagliate è una truffa. Non è mancanza di rispetto dirlo, è rispetto per la verità.
TLDR version: Draghi, Brunetta, la Carfagna e Giorgetti sono socialisti, chi li spaccia per liberali è da prendere a colpi di prosciutto.

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Giornalista, saggista. Laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Pavia.

Una volta che si è tolta la verità all’uomo, è pura illusione pretender di renderlo libero. Verità e libertà, infatti o si congiungono insieme o insieme miseramente periscono. (San Giovanni Paolo II)

Stefano Magni

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