Mi è stato chiesto sulla base di quali prove ritenga che le persone diano ampio consenso al governo dei lockdown.
Non ho prove, ma riscontro continuamente posizioni convintamente a favore dell’interventismo statale per risolvere la crisi. Magari criticano Speranza o Arcuri, ma solo perché non condividono lo specifico intervento.
Tutti quelli con cui ho parlato in questi mesi, ma proprio TUTTI hanno tre granitiche convinzioni:
1) il governo ha il dovere di intervenire con divieti e sanzioni per ridurre ai minimi termini il rischio sanitario (che viene prima di tutto)
2) il governo deve rimborsare le perdite di chi subisce danni economici.,
3) le persone sono irresponsabili e non saranno mai capaci di autoregolarsi (però gli irresponsabili sono sempre gli altri: “per colpa di pochi irresponsabili dobbiamo sopportare i divieti”).
La situazione di crisi perenne ha poi fiaccato e reso insicura, paranoica e ipocondriaca la maggior parte delle persone, che sono depresse e sull’orlo di una crisi di nervi e cercano il salvatore della patria.
Una posizione come la mia che non prevede alcun divieto alla libertà di movimento e vuole responsabilizzare le persone è giudicata paradossalmente irresponsabile e pericolosa. E immediatamente monta l’acrimonia e l’accusa di negazionismo.
Ne parlavo ieri con Leonardo Facco, in questi mesi la mia posizione mi ha allontanato da amici di una vita che mi guardano come un potenziale nemico (se non uno squilibrato) .
È molto doloroso, ma va bene così. Non intendo arretrare di un millimetro.

Enemy of the State

by Aurelio Mustacciuoli & friends

Questa rubrica raccoglie voci critiche all’espansione statale e alla progressiva sempre maggiore invadenza nelle nostre vite con conseguente restrizioni dei diritti diritti e delle libertà. La rubrica si ispira alla figura del filosofo Murray Newton Rothbard, the “Enemy of the State” per eccellenza.

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