Alessandro Sforza, il nuovo coordinatore nazionale giovanile di Forza Guardiana lo ha scritto bene “È il momento di imporre una pressione continua volta a ridurre la spesa. Dobbiamo iniziare noi giovani, le principali vittime della spesa, e trainare tax payers e risparmiatori in questa battaglia di civiltà.e ancora “Forza Guardiana si impegna a creare un movimento di giovani consapevoli e informati, che metta al centro valori liberali e abbia il coraggio di combattere per essi.”
E’ così, il cambiamento della società italiana non verrà da un partito che si proponga velleitariamente a tavolino di riformare il paese facendo questo, migliorando quello, e riducendo le tasse.
Il cambiamento ha bisogno di consenso politico sulle idee e sui valori liberali, ha bisogno di consapevolezza che le scelte stataliste, oggi di tutti i partiti politici, stanno rendendo gli italiani più poveri e con minori libertà e i giovani senza prospettive.
Se non ci sono i liberali, non servono i partiti liberali.
Sono le vittime del sistema che devono avere un moto d’orgoglio trovando una guida che li aiuti a ribellarsi. Sono loro che devono decidere di cambiare il sistema.
Devono smettere di pensare che il sistema abbia una soluzione ai mali del mondo.
Devono smettere di credere che basti vietare l’odio per debellarlo, vietare l’inquinamento per rendere il mondo più pulito, vietare di ammalarsi per essere più sani, stampare moneta per essere più ricchi, creare lavoro inutile per rilanciare l’economia.
Lo stato non è e non può essere imprenditore e non può creare ricchezza con il debito; è il risparmio che crea le condizioni per l’impresa e la libera impresa che crea la ricchezza.
Lo stato non è il soggetto che dispensa la libertà ai suoi cittadini; al contrario questa è un diritto dei cittadini che la devono proteggere dallo stato.
Serve una Forza Guardiana, che vigili affinché lo stato faccia sempre meno, che capovolga la stessa retorica liberale che affermava che lo stato dovesse “fare, per fermare il declino.”
Oggi questa forza guardiana deve incarnarsi in un movimento giovanile di protesta capace di farsi sentire ritrovando lo spirito, la frizzantezza, il coraggio di un nuovo ’68, questa volta però ancorato saldamente a valori libertari e a conoscenza economica.
I giovani dovranno iniziare, affinché le altre vittime del sistema (i tax payers e i risparmiatori) possano accodarsi, e fare sentire la loro voce nelle strade e nelle piazze delle città e dei paesi.
Come ho scritto, non è il momento di essere gentili, ma di affermare la voglia di cambiamento, con civiltà, ma con forza.
Giovani, wake up. 

Enemy of the State

by Autori Vari

Questa rubrica raccoglie voci critiche all’espansione statale e alla progressiva sempre maggiore invadenza nelle nostre vite con conseguente restrizioni dei diritti diritti e delle libertà. La rubrica si ispira alla figura del filosofo Murray Newton Rothbard, the “Enemy of the State” per eccellenza.

Autori Vari

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