Ospiti: Andrea Bernaudo e Alessandro Sforza.

Tema: come attuare una strategia politica liberale vincente.

 

Bernaudo: “Liberisti Italiani è un movimento aperto e democratico, nasce per aggregare liberali, liberisti e libertari che decidono di fare un passo indietro e mettersi insieme. Io sono stato eletto dal comitato dei fondatori, ma il presidente futuro lo eleggerà il congresso. Le porte sono aperte. Serve il centro studi potente, un forte movimento giovanile.
Quanto alla partecipazione alle elezioni, come sai l’Italia non è un paese democratico, per presentare un nuovo simbolo dal basso, senza che nasca in parlamento, è letteralmente impossibile. È stato reso impossibile dai partiti esistenti.
Ci sono riusciti nella storia d’Italia: Berlusconi con i suoi miliardi e il monopolio tv private e Oscar Giannino, che poì purtroppo andó a sbattere non essendo un politico. Dobbiamo peró rafforzarci ed esistere con la nostra identità, in politica la prima regola è: esistere. Liberisti Italiani oggi esiste, il resto è un divenire e dipende da ognuno di noi. I federatori ed i confederatori sono normalmente coloro che non sono in grado di mettere sedute 30 persone. E quindi vogliono mettere il cappello “federare” gli altri. Sono come i keynesiani, redistributori della roba altrui. Dobbiamo stare insieme, ognuno nel suo ruolo. Sforzarci di farlo nello stesso contenitore. Altrimenti resteremo ininfluenti. Come lo siamo da sempre.

Mustacciuoli: Per agire come partito politico serve un contenitore capace di acquisire consenso con numeri importanti. Ma il successo del partito non si misurerà dal numero di persone sedute in una stanza ma dal numero di persone che fuori della stanza decidono di dare fiducia e supportare il partito. Se non si definisce una strategia convincente per ottenere questo risultato rimarranno solo i particolarismi. La strategia non è cosa fare, ma come trovare consenso per essere in grado di farlo. Puoi fare tutti i congressi che vuoi, puoi avere i migliori statuti del mondo ma devi convincere le persone a sostenerti. Questo cambiamento credo che dovrà partire dalle piazze sull’onda di una protesta giovanile. Discutiamone a Restart 2020, nessuno ti chiederà di federarti, ascoltiamo solo quali sono le attuali strategie dei diversi movimenti per ottenere un consenso di massa. Sarà anche una platea per ottenere visibilità mediatica. Sono franco, se si deve andare ad elezioni o ci si unisce in un partito (che può essere anche liberisti con Bernaudo a capo) che ha chance di influire politicamente per fare quello che serve, in primis ridurre gli spazi di economia pubblica, o non ci si va (o almeno io non ci vado), perché se lo si facesse si tradirebbero le aspettative di chi vuole cambiare e si mostrerebbe di essere solo attaccati ad una poltroncina. Meglio protestare per strada, meglio scrivere, meglio fare un ufficio studi, meglio fare formazione liberale.

Sforza: I giovani sono le vittime dello statalismo, sia per il debito che grava sulle loro spalle sia perché avranno minori opportunità di lavoro in un paese poco competitivo. E’ ora che si mobilitino e facciano sentire la loro voce e la loro protesta, una protesta costruttiva ancorata a valori autenticamente liberali che nasce dalla consapevolezza delle conseguenze economiche delle attuali politiche stataliste. In questo momento con Forza Guardiana sto federando movimenti giovanili liberali con questo obiettivo.

Due chiacchiere con

by Aurelio Mustacciuoli

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