da “L’Azione Umana”, di Ludwig von Mises,1949, pag. 375 Quando, tramite un occasionale baratto, due persone che non sono di regola dedite al commercio scambiano beni di solito non negoziati, il rapporto di un bene in termini dell’altro è determinato soltanto entro margini piuttosto ampi. La catallattica, teoria dei rapporti di scambio e dei prezzi, non può stabilire in quale punto, compreso tra tali margini, il rapporto concretamente si fisserà. Tutto ciò che essa può dire rispetto a detti scambi è che si possono effettuare soltanto se ognuna delle parti valuta quel che riceve più di quel che cede. Con l’evoluzione della divisione del lavoro all’interno di una società basata sulla proprietà privata, la ripetizione dei singoli atti di scambio genera gradualmente il mercato. Poiché diventa normale produrre per il consumo degli altri, i membri della società devono vendere e comprare. La moltiplicazione degli atti di scambio e l’aumento del numero di chi offre e domanda restringono i margini tra le valutazioni delle parti. Lo scambio indiretto e il suo perfezionamento attraverso l’uso della moneta scindono le transazioni in due diverse parti: la vendita e l’acquisto. Ciò che agli occhi di una parte è vendita, per l’altra è acquisto. La divisibilità della moneta, a fini pratici illimitata, rende possibile determinare i rapporti di scambio con estrema esattezza. Normalmente, essi sono ora prezzi monetari. E sono determinati entro margini estremamente ristretti: le valutazioni del compratore marginale e quelle dell’offerente marginale, che si astiene dal vendere, da un lato; e le valutazioni del venditore marginale e quelle del potenziale compratore marginale, che si astiene dal comprare, dall’altro.

Mises disse…

by his own works

Dal blog Mises disse che propone citazioni di autori della Scuola Austriaca di Economia, direttamente tratte dai loro testi.

Mises disse...

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