da “L’azione Umana” di Ludwig von Mises, pag.192-193

Ovviamente, ci sono sempre individui o gruppi di individui il cui intelletto è così limitato da non poter afferrare i benefici che la cooperazione sociale porta loro.

Nè mancano persone che, per la debolezza della loro volontà e della loro forza morale, non sanno resistere alla tentazione di un vantaggio effimero, ottenuto con azioni dannose al regolare funzionamento del sistema.

L’adattamento dell’individuo alle esigenze della cooperazione sociale richiede in effetti sacrifici.

Si tratta, è vero, soltanto di sacrifici temporanei e apparenti, più che compensati dai vantaggi incomparabilmente maggiori procurati dalla vita sociale.

Tuttavia, al momento, nell’atto stesso di rinunciare a un godimento atteso, c’è chi avverte il sacrificio della rinuncia.

Non è da tutti rendersi conto dei benefici successivi e comportarsi di conseguenza.

L’anarchismo crede che l’istruzione potrebbe far capire a ciascuno ciò che il proprio interesse richiede di fare; correttamente istruiti, tutti rispetterebbero sempre le regole di condotta indispensabili per la preservazione della società.

Gli anarchici sostengono che un ordine sociale in cui nessuno gode di privilegi a spese del prossimo, potrebbe esistere senza alcuna necessità di impedire le azioni socialmente dannose mediante la costrizione e la coercizione.

Una siffatta società ideale potrebbe reggersi senza Stato o governo; cioè senza una forza di polizia e senza l’apparato sociale di coercizione.

Gli anarchici trascurano l’innegabile fatto che taluni hanno limiti mentali o sono troppo deboli per adattarsi spontaneamente alle condizioni della vita sociale.

Anche se ammettiamo che ogni adulto sano sia dotato della facoltà di apprezzare il bene della cooperazione sociale e di agire di conseguenza, rimane sempre il problema dei bambini, delle persone anziane e dei malati di mente.

Possiamo essere d’accordo che colui il quale agisce in modo antisociale dovrebbe essere considerato mentalmente malato e bisognoso di cure.

Fino a quando però ci saranno malati di mente, bambini e persone anziane, devono essere adottate misure perché essi non mettano in pericolo la società.

Una società anarchica sarebbe alla merce di chiunque.

Se la maggioranza non è pronta, ricorrendo o minacciando un’azione violenta, a impedire alle minoranze di distruggere l’ordine sociale, la società non può esistere.

Questo potere è costituito dallo Stato o dal governo.

Lo Stato o governo è l’apparato coercitivo.

Esso ha il monopolio dell’azione violenta.

Se il governo non gli ha accordato tale diritto, nessun individuo è libero di usare o minacciare violenza.

Lo Stato è essenzialmente un’istituzione per la preservazione delle relazioni pacifiche tra gli uomini.

Per preservare la pace, esso deve tuttavia essere preparato a reprimere gli eccessi di chi attenta alla pace sociale.

Mises disse…

by his own works

Dal blog Mises disse che propone citazioni di autori della Scuola Austriaca di Economia, direttamente tratte dai loro testi.

Mises disse...

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