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La notizia: Draghi conferma Franceschini, apprezzamento dal settore cinema e audiovisivo

  

ROMA – Il presidente di Cna Cinema e Audiovisivo, Gianluca Curti, esprime forte apprezzamento per la conferma del ministro Dario Franceschini (foto) nel nuovo Governo Draghi.

 

“In questo momento particolarmente delicato per le imprese della filiera – sottolinea Curti – è fondamentale garantire continuità dell’azione amministrativa soprattutto per quanto concerne alcuni dossier rilevanti per il futuro del settore: gli interventi per favorire la riapertura delle sale, la convivenza tra sale e digitale, la definizione e l’entrata in vigore degli obblighi di investimento e programmazione delle OTT e dei broadcaster e l’ottimizzazione del tax credit. Al ministro e alla sua squadra – conclude Curti – i migliori auguri di buon lavoro e la costante disponibilità della nostra Associazione a collaborare per il bene delle imprese e del Paese”.

 

Qui l’articolo su l’Opinionista

 

Arriva la conferma, da parte del presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi, di Dario Franceschini, esponente del Partito Democratico, alla guida del ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

“Grazie al Presidente Mattarella e al Presidente Draghi. Cercherò di onorare al meglio la fiducia, lavorando perché la Cultura italiana sia il motore della ripartenza del Paese. Giusta scelta un ministero per il solo Turismo, così colpito dalla crisi. Buon lavoro a Massimo Garavaglia”, ha commentato a caldo Franceschini.

 
Qui l’articolo de IlLibraio 

 

Il commento

  

Franceschini è il politico e il ministro che ha sostenuto la legge Levi sul prezzo del libro che limitava lo sconto al 15% del prezzo di copertina, e poi approvato l’anno scorso un provvedimento che lo portava al 5%. È il ministro che ha promosso una legge, che ha ricscontrato apprezzamenti bipartisan, sulle quote italiane per cinema e audiovisivo, per i fornitori di servizi audio visivi, ispirata a una simile normativa francese (la Francia è il paese più statalista e chauvinista d’Europa). È il ministro del bonus cultura ai diciottenni. È a onor del vero anche il ministro delle agevolazioni fiscali a chi investe in arte. Ma insomma si vede bene che concezione ha: controlli sui prezzi, sussidi, misure protezioniste, e provvedimenti sempre presi di concerto con le grandi associazioni di categoria. Insomma del tutto illiberale e contrario al mercato. Il ministro della cultura perfetto per l’Italia, assolutamente rappresentativo della concezione dirigista e corporativa tipica del nostro ambiente culturale e delle nostre associazioni di settore!

Pietro Agriesti

Coordinatore sezione Attualità

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