I dirigenti della Federal Reserve sostengono di essere “trasparenti nei confronti del pubblico generale e del Congresso degli Stati Uniti”. Ma che senso ha parlare di trasparenza se né il pubblico generale né il Congresso hanno la più pallida idea di ciò che fa la FED? O – ancora peggio – se nessuno ha idea di cosa faccia la FED (e quindi nessuno ha il potere di fermare le azioni inflazionistiche della stessa), a che pro esistono le misure di “trasparenza” messe in campo dall’istituto di credito centrale degli Stati Uniti?

Il processo di tenere dei discorsi al Congresso è più che altro una farsa, in ragione del fatto che quello che la FED dice non corrisponde minimamente al vero rispetto a quello che la FED realmente fa. Possiamo legittimamente assumere che sono pochi i membri del Congresso a capire fino in fondo la natura della economia monetaria. Ma che cosa accadrebbe se tali politiche venissero comprese da tutti i membri del Congresso, così come dal pubblico in generale?

Dando un’occhiata al discorso del presidente al Congresso scopriamo la totale mancanza di conoscenza delle discipline economiche da parte di entrambi gli attori in gioco (tanto la FED quanto il Congresso), mostrando quindi come sia del tutto inutile tenere dei discorsi al Congresso stesso.

Nel suo discorso, Powell elenca molti programmi di prestito (il “Paycheck Protection Program”, il “Main Street Lending Program”, e il “Term Asset-Backed Securities Loan Program”), ma quando si è trattato di parlare dell’acquisto di obbligazioni private tutto ciò che ha avuto da dire è stato:

Per stimolare l’occupazione e la spesa per investimenti delle imprese, abbiamo approntato due linee di credito.

Come un teenager che vuole nascondere degli acquisti fatti con la carta di credito dei genitori, non ha esplicitamente citato per nome le due linee di credito primarie e secondarie. Ha soltanto detto “due linee di credito per l’acquisto di obbligazioni private”, le uniche due mai approntate dalla FED. In che modo prestare soldi alle aziende (o scambiare le loro obbligazioni sul mercato azionario) possa creare investimenti e occupazione rimane ancora un mistero della Fede. In ogni caso, che importa? Chi lo fermerebbe mai, anche se ha detto di voler destinare a questo scopo 750 bilioni di dollari?

Il discorso da vago si è fatto immediatamente ingannevole nel momento in cui ha detto che

Gli strumenti che la FED sta utilizzando sono stati appositamente progettati per delle situazioni di emergenza. Quando ci lasceremo la crisi alle spalle, li smetteremo di usare.

Cosa dirà la FED tra, magari, una decina d’anni quando ci saremo lasciati alle spalle la crisi da molto tempo sebbene essa continui ad usare gli stessi “strumenti”(ossia le stesse linee di credito)? Forse che la crisi non avrà mai fine per loro?

Lo stesso Powell cita il suo report economico:

Come descritto nel report di politica monetaria relativo al mese di giugno, questi acquisti sono riusciti a ristabilire delle condizioni ordinarie di mercato ed hanno promosso il realizzarsi di condizioni finanziarie maggiormente favorevoli. Dal momento che il funzionamento del mercato è migliorato dal marzo di quest’anno, abbiamo ridotto il ritmo di questi acquisti.

Dovremmo esplorare più in dettaglio il significato dei termini “condizioni ordinarie di mercato” e di “condizioni finanziarie maggiormente favorevoli”, ma andiamo a colpo sicuro se diciamo che né il Congresso né la FED sanno che cosa tali espressioni realmente significhino.

Indipendentemente dalla gravità della situazione “emergenziale”, possiamo essere sicuri di una cosa: il bilancio della FED non potrà mai più ridursi, dal momento che ciò comporterebbe un problema di “liquidità” e altre questioni che vengono collegate ad un mercato “non funzionante” (come un declino del valore delle azioni, un declino nel prezzo delle obbligazioni, dei tassi di interesse più alti e così via). In realtà, abbiamo già attraversato il Rubicone.

La “trasparenza” non assume alcun significato concreto se coloro ai quali tale trasparenza deve essere di giovamento non hanno gli strumenti teorici né la capacità pratica di comprendere gli effetti delle azioni. Pochi ufficiali eletti, o qualsiasi altro che detenga una posizione di potere, ha una delle due .

Accademico della Scuola Austriaca d’economia, blogger, scrittore, studioso di liberalismo. E’ stato varie volte relatore in conferenze e ospite in trasmissioni radiofoniche. Nel 2012 partecipa alla fondazione dell’Associazione Von Mises Italia di cui è responsabile editoriale. Dal 2018 è community manager per il progetto Melis Wallet e nello stesso anno è entrato a far parte del Comitato Scientifico della Bcademy.

Francesco Simoncelli

Coordinatore sezione Economia e Finanza

Share This

Share This

Share this post with your friends!

%d bloggers like this: