La normativa sui diritti umani permette agli Stati – in situazioni emergenziali – di adottare misure per limitare alcune libertà individuali e collettive. I provvedimenti nazionali in nessun caso però possono avere carattere discriminatorio. Il loro contenuto deve essere chiaro, la durata specifica e non devono comportare la soppressione della libertà di stampa e/o di espressione.
Il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici all’articolo 12 si sofferma sulla libertà di movimento.
La decisione di restringerla, anche in questo caso, deve essere proporzionata all’”interesse supremo” da tutelare, basata su esigenze scientifiche per raggiungere l’obiettivo e, tra le altre cose, a tempo determinato.

Human Rights Watch e la CEDU (Corte Europea dei Diritti Umani), codificando i sacrosanti diritti dell’uomo considera “un certo margine d’apprezzamento nel decidere che tipo di limitazioni introdurre a protezione di interessi generali“.

Per introdurre restrizioni straordinarie la CEDU prevede una clausola di deroga alla garanzia del rispetto di alcuni dei diritti garantiti dalla stessa.

È il motivo per cui alcuni Paesi hanno presentato istanza di deroga alla CEDU. Si tratta di Armenia, Estonia, Georgia, Lettonia, Moldova e Romania.

Non risulta che l’Italia l’abbia fatto, in particolare per il lockdown di marzo 2020.

I diritti sospesi in deroga, includono la libertà personale, la libertà di circolazione, la libertà di riunione, il diritto all’istruzione, il pieno godimento del diritto di proprietà (rendendosi necessaria la requisizione di strutture o beni necessari per il trattamento dei malati) e il diritto allo sciopero. Il periodo fissato va dalle quattro alle otto settimane, ma è possibile una proroga se l’emergenza sanitaria non sarà cessata.

Libplus ha accolto un suggerimento di Alessandro Prignacchi e, insieme a lui, a Forza Guardiana e a chiunque altro lo desiderasse, intende promuovere un ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani nei confronti dello Stato italiano per illegittima limitazione delle libertà individuali. Chi volesse aderire ad un ricorso di gruppo può compilare il modulo sottostante in modo da poter essere contattato e istruito sulle modalità di adesione.

Il rispetto dei diritti individuali in Italia è stato calpestato più che in qualunque altro paese europeo senza peraltro ottenere alcun particolare beneficio dal punto di vista sanitario. A scanso di equivoci è bene ribadire che non si vuole con questo ricorso negare la pandemia o sostenere che il governo non dovesse prendere provvedimenti contenitivi. Al contrario, si ritiene che il governo non abbia fatto quello che avrebbe dovuto fare. Il punto in questione qui non è sanitario, ma civile. Anche in una emergenza, infatti, un governo deve agire nella legittimità, e quando non lo fa deve essere chiamato a risponderne.  

Istruzioni su come introdurre il ricorso sono comunque disponibili cliccando qui.

Sono interessato a partecipare al ricorso di gruppo alla Corte dei Diritti dell'Uomo contro lo Stato italiano per violazione dei diritti universali

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Pietro Agriesti

Coordinatore sezione Attualità

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