C’è un virus che rischia di farci estinguere e non è il covid. È un virus vecchio, il socialismo, che è mutato in una pericolosissima versione “la socialdemocrazie totalitaria”, e non sembra esserci vaccino. Se ci fosse, sarebbe l’unico vaccino da rendere obbligatorio, ma diventerebbero tutti no-vax.
Ma parliamo di questi no-vax, l’ennesima categoria evanescente, oltre ai negazionisti, contro cui tutti si scagliano, come al solito sbagliando clamorosamente bersaglio.
No-vax e negazionisti, sono il perfetto bersaglio fantasma. Nella narrazione di regime sono come i terrapiattisti, due categorie grottesche e antiscientifiche la cui appartenenza è un marchio che toglie il diritto di parola. “Taci tu che sei novax/negazionista, è grazie a te se siamo in questi casini.” Il negazionista è la causa dei contagi, il novax colui che farà mantenere lo stato di emergenza per sempre.
Ovviamente sono due categorie create per sviare le vere responsabilità della pessima gestione della crisi, per giustificare qualunque provvedimento illiberale e mantenere uno stato di emergenza perenne, cosa che evidentemente conviene a qualcuno.
Da sempre, infatti, esistono categorie estreme che sconfinano nel patologico, che vedono cose che non esistono e che costruiscono su esse teorie poco ragionevoli e poco probabili; spesso lo fanno solo alla disperata riceeca di attenzione.
Complottisti, terrapiattisti, ufologi, teorici degli antichi alieni, etc. sono solo alcune di queste manifestazioni irrazionali del pensiero. Ovviamente riguardano una percentuale irrisoria della popolazione e sono quasi sempre totalmente innocue.
I no-vax duri e puri sono di questo tipo. Perché sono marginali e innocui? Perché se ci fosse una epidemia di vaiolo, questi signori non convincerebbero proprio nessuno a non vaccinarsi e la percentuale di gente che non si vaccinerebbe perché no-vax sarebbe prossima a zero.
Viceversa, ci sono nella normalità tantissime persone che per loro scelta non si vaccinano e non sono per questo motivo no-vax. Non tutti si vaccinano contro l’influenza, non tutti si vaccinano contro malattie scomparse. Ricordo quando c’è stato il colera a Napoli, ai tempi feci il vaccino contro il colera, certo non mi sognerei di farlo adesso. Sono diventato un pericoloso no-vax?
Ovviamente no. Avendo fra l’altro una preparazione scientifica sicuramente superiore alla media, so bene cosa vuol dire essere antiscientifici (oggi però viviamo in questo paradosso, dove chi sa a fatica la tabellina del 7 dà dell’antiscientifico all’ingegnere o al fisico) .
Ma torniamo all’attualità. Abbiamo un virus che uccide quasi esclusivamente anziani con patologie pregresse. Un governo di incompetenti incapaci illiberali ha messo l’Italia in stato di emergenza (che dura ormai da un anno e non vede fine), ha distrutto un’economia, ha calpestato la costituzione e ha vilipeso le nostre libertà per, così hanno spiegato, non sovraccaricare il servizio sanitario nazionale e salvare vite in attesa del vaccino.
Ovviamente non hanno salvato proprio nulla, anzi sono riusciti a primeggiare in negativo in tutto. Ora però il vaccino è arrivato.
Ci si aspetterebbe l’unica cosa logica, ovvero informare la popolazione, mostrare che il vaccino funziona ed è sicuro (magari con vaccinazioni dimostrative del governo, del CTS e degli esperti; dare l’esempio è il migliore “nudge” possibile) e vaccinare subito i soggetti a rischio e gli operatori sanitari che vogliono farlo. Quindi cessare immediatamente questa troppo lunga emergenza tornando alla completa normalità. L’emergenza non avrebbe più senso perché se i soggetti a rischio in larga misura si vaccinano, non si ammalano più in massa e il SSN non si intasa. Finita l’emergenza si renderebbe il vaccino disponibile a tutti quelli che lo desiderano, in ordine di prenotazione.
Se le persone si vaccinano in massa si potrebbe anche debellare il virus, altrimenti diventerà endemico come molti altri virus, ma gestibile.
Giusto? Sbagliato.
Il pianificatore non vuole tornare alla normalità, vuole eradicare il virus a prescindere e vuole farlo obbligando tutti a vaccinarsi, e nell’ordine che dice lui. Mantenendo lo stato di emergenza e paralizzando il paese ancora per chi sa quanto. E ritardando sine die la soluzione del problema ovvero la vaccinazione di un paio di milioni di soggetti a rischio. Chi osa opporsi è novax.
Ed ecco che parte così la sceneggiata, l’unica forma d’arte in cui ancora primeggiamo.
Il pezzo forte è la campagna contro gli oscurantisti che non si vogliono vaccinare, vanificando gli “sforzi del governo”.
Tra l’altro, beffa delle beffe, questi novax si annidano anche tra gli operatori sanitari.
Curiosamente, quelli più scientificamente adeguati a valutare l’opportunità del vaccino non sembrano essere tanto disposti a vaccinarsi volontariamente, solo uno su cinque pare voglia farlo (o almeno così riporta il sole24ore nell’articolo sottocitato).
Evidentemente lo spirito altruistico dello “state tutti a casa se no non meritate di essere curati” non li ha contagiati quando si tratta di sottoporsi ad un trattamento sanitario che può favorire l’immunità di gregge (e quindi i famosi immunodepressi che non si possono vaccinare anche volendo) ma è percepito come non necessario per sé.
Ma in un mondo libero dovrebbe essere giusto così. In fondo l’emergenza si risolve vaccinando i soli soggetti a rischio, quelli che sono lì che aspettano con ansia di vaccinarsi.
Invece no. Non va bene, si devono vaccinare anche tutti gli operatoro sanitari. Ma che dico, anche tutti i dipendenti pubblici. Non basta, anche tutti i dipendenti privati. No, tutti gli italiani.
Questa settima sono state vaccinate 40.000 persone, a questo ritmo ci vorranno anni di emergenza.
Questa sceneggiata non coinvolge solo il governo più vergognoso della storia, ma tutta la classe dirigente del paese.
E così apprendiamo (sempre dall’articolo del sole24ore):
– che Conte esclude l’ obbligatorietà ma che si “sta studiando” un patentino di immunità, un modo per rendere obbligatorio de facto il vaccino senza farlo formalmente,
– che il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli e il coordinatore del Cts Agostino Miozzo si sono espressi a favore dell’obbligatorietà del vaccino per gli operatori. Il primo non ha dubbi: «Chi rifiuta il vaccino non può lavorare in corsia». Il secondo è dell’idea che il vaccino debba essere obbligatorio per medici. E così la pensano anche Walter Ricciardi, consigliere del ministero della Salute e Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma. Tra i politici Renzi e molti altri.
– che il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa del Pd ha proposto che l’obbligatorietà sia «una precondizione per chi lavora nel pubblico». Non solo: nel caso in cui alla fine dovesse emergere un «rifiuto che non si riesce a superare», Zampa non ha escluso che nel pubblico non si possa lavorare. E così via.
Uno si aspetterebbe qualche voce fuori dal coro, purtroppo la cultura dell’obbligo è dominante a tutti i livelli, quella della libertà totalmente assente.
Ecco quindi che il presidente del Comitato nazionale di bioetica (Cnb) Lorenzo D’Avack che frena sull’ipotesi di un vaccino obbligatorio («Sarei abbastanza cauto rispetto all’ipotesi di obbligatorietà per il vaccino anti-Covid -“) , alla fine sbraca anche lui ( “L’obbligo dovrebbe essere considerato come una extrema ratio».), alla faccia dei diritti non negoziabili della bioetica.
Poi ci sono i giuristi. Il costituzionalista Michele Ainis ci spiega che l’articolo 32 della Costituzione autorizza i trattamenti sanitari obbligatori, e un vaccino lo è, con due cautele: la vaccinazione deve essere “prevista dalla legge” e non deve infrangere il rispetto della persona umana». La prova provata dell’inefficacia delle Costituzioni (in questo caso la costituzione più bella del mondo invece di porre un limite alla legge positiva, si sottomette ad essa rendendosi ipocritamente ridicola e superflua) e dell’inutilità dei costituzionalisti. Più legulei che giuristi.
Ainis poi insiste citando le “scelte tragiche del diritto”, perché la salvezza di molti può comportare il sacrificio di pochi, rispondendo così alle obiezioni sui rari casi di effetti avversi provocati dal vaccino».
Una bella frase, che però dovrebbe essere detta dai pochi, non dai molti. Vale infatti se i pochi si sacrificano volontariamente, non se vengono selezionati dall’autorità come agnelli sacrificali.
È questa la perversione delle socialdemocrazie totalitarie, l’idea diffusa che ci sia un interesse collettivo che prevalga sull’individuo, che può essere quindi sacrificato. La verità è che il collettivo non ha alcun diritto, solo le persono li hanno.
Nel finale di Schindler list, gli scampati all’olocausto che sono stati salvati da Schlindler gli regalano un anello d’oro con scritto “chi salva un uomo salva il mondo intero”. Noi stiamo legittimando l’opposto “Chi vuole salvare il mondo può uccidere un uomo.”
Questo virus ha decretato il totale fallimento delle istituzioni statali socialdemocratiche, che ritengono sia lecito calpestare l’individuo in nome di un un interesse collettivo che si arrogano il diritto di rappresentare.
E noi, al contrario di Schindler, non stiamo facendo niente per salvare l’uomo.

Editoriali

by Autori Vari

Gli editorialisti di Lib+ sono persone libere e indipendenti che contribuiscono volontariamente con articoli e saggi.

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