Si sta consolidando la convinzione che il no-vax sia un fenomeno di una società oscurantista che ripudia il primato della scienza. È possibile che una società con un basso livello culturale (come la nostra), che non attribuisce alla scienza il giusto valore possa esasperare questo fenomeno, tuttavia la scelta tra il vaccinarsi o meno non può che essere individuale e come tale vedrà sempre una percentuale di persone che decideranno legittimamente di non vaccinarsi. E non c’è nulla di sbagliato in questo, anzi sarebbe profondamente sbagliato il contrario.
D’altra parte fino ad oggi nessuno si stupiva se le persone non si vaccinavano per l’influenza, e la cosa non può essere diversa anche in caso di malattie più gravi.
Vediamo di capire bene il fenomeno.
Il vaccino si fa per due motivi: proteggere se stessi (per evitare di ammalarsi) e proteggere gli altri (per circondare con vaccinati che non possono ammalarsi e conseguentemente contagiare chi non può o non vuole vaccinarsi, creando così la cosiddetta immunità di gregge).
Il primo è un atto di convenienza personale, il secondo un’atto di generosità.
Entrambi non possono che essere il frutto di una scelta individuale.
Nel primo caso ognuno valuterà per se stesso se il suo costo (in termini monetari e di rischio connesso a eventuali effetti collaterali) è inferiore al valore percepito (in termini di eliminazione della probabilità di morire, che dipende a sua volta dalla probabilità di ammalarsi e dalla letalità della malattia), e deciderà di vaccinarsi se il valore è superiore al costo.
Se il costo e il valore del vaccino sono il risultato di una valutazione individuale, l’effettivo consumo di vaccino sarà tale da massimizzare il benessere complessivo. È un processo di mercato, analogo a quello che porta al miglior utilizzo delle risorse per indirizzarle verso le finalità più utili.
Quindi in condizione di libertà, il risultato sarà che, se il vaccino funziona, la maggior parte delle persone lo farà, ottenendo automaticamente, come ricaduta positiva, anche il secondo risultato, quello dell’immunità di gregge.
È un ulteriore esempio di quell’ordine spontaneo che, quando viene preservato il principio di non aggressione, aumenta il benessere di tutti.
Potrebbe inoltre accadere che qualcuno, pur valutando tale azione non conveniente per sé, decida di vaccinarsi per puro atto di generosità verso gli altri. A maggior ragione quest’ultima non può che essere una libera scelta. La generosità infatti non si può imporre, sia perchè non sarebbe generosità, sia perché non otterrebbe affatto l’effetto voluto.
E d’altra parte basta solo estremizzare il concetto per comprendere l’aberrazione e l’ingiustizia di un mondo dove, ad esempio, la donazione di un organo venga imposta per legge.
Se la scelta non fosse libera, viceversa, sicuramente vi sarà un consumo di vaccino diverso dall’ottimale.
Immaginate infatti che il vaccino venga imposto a tutti al solo scopo di ottenere l’immunità di gregge.
Sarebbe da un lato una aggressione ingiustificata a tutte quelle persone incolpevoli che, per loro valutazione, non vorrebbero vaccinarsi. Persone che, val la pena ricordarlo, sono sane nel momento in cui decidono se vaccinarsi o meno e non possono pertanto arrecare alcun danno a terzi. Il danno ci sarebbe solo nell’eventualità che si ammalino e che contagino volontariamente o involontariamente altre persone. Una aggressione certa a fronte di un danno arrecato incerto ed eventuale.
Ma sarebbe anche l’imposizione coatta di un atto di generosità. Una aberrazione criminale.
Se poi l’imposizione dovesse avvenire per una scelta di pochi e incapaci e per un vaccino fatto in fretta e furia senza le normali garanzie di sicurezza garantite in condizioni normali e per una malattia che presenta bassi livelli di letalità, è altamente probabile che il risultato sia dannoso piuttosto che benefico.
Inoltre, un atto altamente immorale, come quello di imporre a un innocente un rischio (quello della vaccinazione) non voluto, ancorché minimo, sarebbe ancora più grave in quanto verrebbe imposto ad un numero di persone altissimo a fronte di un possibile vantaggio solo di pochissimi, quelli che non possono vaccinarsi, dato che tutti coloro che vorranno e potranno, e sono la maggioranza, saranno liberi di farlo.
In definitiva, coloro che oggi si scagliano con furia giacobina contro i no-vax, o che vogliono imporre un vaccino, in questo caso anticovid, con la forza, lungi dall’essere persone evolute che credono nella scienza, sono persone ignoranti e profondamente incivili. Criminali e nemici dell’umanità.

Coordinatore nazionale giovanile di Forza Guardiana.

Alessandro Sforza

Coordinatore sezione Politica

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